Ad oggi resta una delle serie crime più longeve della tv. Dopo NCIS sono ben 5 gli universi narrativi e condivisi che sono arrivati nel piccolo schermo. L’ultimo? E’ un prequel e racconta il passato di Gibbs
Chi mastica un po’ di cultura seriale americana, è a conoscenza del fatto che l’universo televisivo a stelle è strisce ama particolarmente i franchise. Fin dagli anni ’80 e dal momento in cui le serie tv sono implose come fenomeno mainstream, sono tanti gli spin-off che hanno popolato i palinsesti. Si tratta di serie derivate o “cugine” che approfondiscono un aspetto della serie madre attraverso un personaggio molto amato o presentato ad hoc proprio per ampliare lo spettro di indagine. Lo abbiamo visto, ad esempio, in Melrose Place che è nato nel 1992 da una costola di Beverly Hills, passando per California (Knots Landing in America) legato al mito di Dallas, fino ai recenti CSI e Law & Order. Gli esempi sono tanti e diversificati ma, in questo spazio, si vuole aprire una parentesi su un franchise molto amato dal pubblico e che, dal 2003 ad oggi, ha sempre trovato il modo di re-inventarsi. Stiamo parlando di NCIS.
Di base è un crime drama alla vecchia maniera, con casi di puntata e personaggi dal grande appeal, ma la novità è insita in un altro dettaglio: ha saputo raccontare l’universo delle forze armate degli Stati Uniti – soprattutto quello della Marina – con un occhio disamorato ma accattivante. Lo show nasce dopo il grande successo di JAG, avvocati in divisa e, fin dalla sua prima apparizione (era il settembre del 2003), la serie ha trovato grande successo. Con 22 stagioni all’attivo, oggi è uno dei crime drama più longevi e… con più spin-off. Tra conclusi, in corso e in lavorazione se ne contano 5. L’ultimo? È un prequel e racconta la genesi dell’NCIS.
Leroy Jethro Gibbs e la sua squadra di super-esperti: così nasce un cult
Che abbia un canovaccio molto convenzionale non lo si può negare. Oltretutto è una serie che è nata quasi per scommessa con la sola idea di sfruttare il grande successo di JAG, avvocati in divisa. Fin da subito, però, NCIS ha mostrato tutte le sue qualità più particolari. Non è solo un “semplice” poliziesco simile ad altri che si trovano in tv ma ha fatto leva sui suoi stessi cliché per realizzare un prodotto unico. L’acronimo del titolo sta a significare Naval Criminal Investigative Service e il gruppo capitanato da Gibbs, uomo dal passato tormentato, risolve solo crimini che coinvolgono la marina militare. A volte sono delitti passionali, altre volte nascondono un “gioco” più ampio. Tutti, però, vengono risolti grazie a un team di esperti. C’è Caitlin Todd (che resta solo per due stagioni), senza dimenticare l’ironia di Di Nozzo, oppure la bravura di McGee, e come non menzionare l’affabilità di Ziva David, ex agente del Mossad. Con poche e semplici mosse, la serie è subito entrata nel cuore del pubblico e, a fronte di un proverbiale successo, la formula è stata replicata in alte sue incarnazioni.

Da Los Angeles a Sidney, tutte le anime di NCIS
Da NCIS è nato un vero e proprio franchise che nel corso degli ultimi 20 anni ha attraverso un’epoca di grandi cambiamenti sia sociali che culturali, senza mai perdere la sua verve. In America lo show è una punta di diamante per la rete free della CBS, qui in Italia la serie madre è disponibile su Disney+, mentre le sue incarnazioni più recenti sono su Paramount+. Dopo NCIS è nata la sua appendice di Los Angeles, con un team più giovane e ancora più affiatato, andato in onda fino al 2023. Poi è stata la volta di New Orleans che si è concluso nel 2021. E poi è stata la volta di Sidney, in cui una nuova squadra si muove in un contesto urbano e rurale di un’Australia dal grande fascino. La serie è la più giovane ed è tutt’ora in onda con gli episodi inediti della seconda stagione. In Italia, poi, da appena una settimana ha debuttato un altro spin-off di NCIS che, forse, è quello più originale e controverso.
Le origini: su Rai 2 un prequel ambientato negli anni ‘90
Origin, questo è il titolo, prende le distanze da tutto quello che fino a questo momento è stato mostrato. Racconta, infatti, la gioventù di Gibbs prima ancora che l’NCIS trovasse la sua sede a Washington. Sul celebre personaggio c’è ancora molto da dire e spingendo la narrazione nel 1991, il pubblico conosce un Gibbs giovane, poco esperto nel suo ruolo di investigatore e alle prese con l’elaborazione di un lutto. Questa è di sicuro una serie intelligente e che cattura l’attenzione, aprendo nuove strade per il franchise. Dal 16 febbraio è in prima tv su Rai 2.














