Il Presidente russo Vladimir Putin ha rilasciato dichiarazioni che potrebbero segnare una svolta diplomatica nel conflitto ucraino.
A margine delle celebrazioni per il Giorno della Vittoria, lo “Zar” ha affermato che la guerra sta entrando nella sua fase conclusiva e si è detto pronto a riaprire un canale di dialogo diretto con l’Unione Europea.
La mossa più sorprendente di Putin riguarda la scelta del mediatore. Commentando le recenti aperture del Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il leader del Cremlino ha indicato un nome preciso: l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder.
“La Russia non ha mai rifiutato i negoziati con l’UE. Come candidato al ruolo di negoziatore preferirei Schroeder; in alternativa, scelgano loro un leader di cui si fidano”, ha dichiarato Putin.
La scelta di Schroeder non è casuale: l’ex cancelliere è da tempo al centro di polemiche in Occidente per i suoi stretti legami d’affari con Mosca, ma per il Cremlino rappresenta l’unico interlocutore europeo in grado di comprendere le istanze russe.
L’accelerazione diplomatica è in gran parte figlia del nuovo corso impresso dalla Casa Bianca. Donald Trump, che ha recentemente mediato una tregua di tre giorni (9-11 maggio 2026), spinge per una risoluzione immediata. Tuttavia, Mosca frena sui tempi, lanciando un segnale chiaro a Washington:
Putin riconosce che Trump “ha fretta di concludere”, ma avverte che i dettagli di un accordo di pace a lungo termine sono “estremamente complessi” e richiedono tempo.
Nonostante il cessate il fuoco annunciato dal tycoon, sul campo si registrano già reciproche accuse di violazione, con Kiev che segnala oltre 50 attacchi russi nelle ultime ore.
Mentre Putin si dice pronto a incontrare Zelensky a Mosca (o in un luogo neutro, previo accordo scritto), il fronte europeo resta cauto. Antonio Costa ha ribadito che l’obiettivo resta una “pace giusta e duratura” basata sul diritto internazionale, mentre da Kiev filtra scetticismo sulle reali intenzioni dello Zar di abbandonare le armi.
La sensazione è che la partita diplomatica sia solo all’inizio: se da un lato Putin sente la pressione della mediazione americana, dall’altro cerca di dividere il fronte occidentale proponendo mediatori “amici” e allungando i tempi tecnici per consolidare le posizioni sul terreno.

