“Se vogliamo essere credibili come europei nel nostro sostegno a lungo termine all’Ucraina, dobbiamo essere in grado di fornire delle garanzie di sicurezza solide. Questo è esattamente ciò che ci chiede il presidente americano, Donald Trump, ed è nel nostro interesse. Poi degli aspetti tecnici delle garanzie di sicurezza ne discuteremo, che si tratti di assicurare un sostegno all’esercito ucraino per mantenere il suo formato attuale o di dare la nostra disponibilità a fornire truppe per garantire la sicurezza. Sarà necessario? Lo vedremo. Ma se diciamo che non siamo pronti a farlo, non c’è alcuna possibilità che gli americani ci prendano sul serio”. Lo dice al Foglio il presidente francese Emmanuel Macron, a Londra per il vertice sulla difesa comune europea e sulla sicurezza dell’Ucraina.
“Stiamo cercando di muovere le cose. E abbiamo bisogno dell’Italia, di un’Italia forte che agisca a fianco della Francia, della Germania, nel concerto delle grandi nazioni – sottolinea l’inquilino dell’Eliseo – Per questo ho invitato il primo ministro italiano, Giorgia Meloni, lo scorso 17 febbraio. E’ necessario che l’Italia sia al nostro fianco, che si impegni in questo percorso, e che lo faccia da grande paese europeo, sulla scia di quanto ha fatto Mario Draghi. In questo momento dobbiamo restare uniti. Vogliamo la pace, ma non a qualsiasi prezzo. Non vogliamo la pace senza solide garanzie. Per garanzie di sicurezza si intende non solo il sostegno che diamo all’esercito ucraino, ma anche ciò che noi europei siamo disposti a fare sul territorio ucraino per garantire la sicurezza dell’Ucraina e la nostra. E ciò che gli americani sono disposti a garantire”.
Come spingere l’Europa verso uno sforzo considerevole verso la costruzione di una difesa europea senza il sostegno di alcuni paesi,come per esempio l’Ungheria di Viktor Orbán? “Non direi che non c’è sostegno da parte di questi paesi – dice Macron – Credo si debba fare una separazione tra l’Ucraina e la difesa europea. Alcuni di questi paesi sono diventati sempre più contrari a sostenere Kiev. Ma siamo riusciti a convincerli ogni volta a muovere le cose: c’è bisogno di molto dialogo. Parlare continuamente con Orbán. Gli ho parlato prima di andare a Washington e gli ho parlato dopo. Penso sinceramente che se si tratta di aumentare le nostre capacità comuni per rafforzare la difesa europea gli ungheresi staranno dalla nostra parte”.
Riguardo al Consiglio europeo straordinario sul sostegno a Kyiv e sulla difesa europea in programma giovedì prossimo, Macron afferma che “l’obiettivo, in primo luogo, è avere una maggiore capacità di investire nella difesa, flessibilità nazionale nel Patto di stabilità, e per i paesi che oggi hanno dei vincoli, dobbiamo utilizzare i fondi europei a disposizione Ci sono fondi di coesione strutturali, ci sono fondi del Piano di rilancio e resilienza che possono essere mobilitati per la sicurezza e la difesa. Abbiamo chiesto alla Commissione di presentarceli giovedì, in modo da poterli attivare. Piani di rilancio e programmi esistenti che non vengono utilizzati. E vorrei che potessimo dare alla Commissione il mandato di utilizzare finanziamenti innovativi, ossia prestiti congiunti, o utilizzare il Meccanismo europeo di stabilità, per raccogliere insieme delle somme considerevoli. Ci sono anche la Bei (Banca europea di investimento) e l’attivazione dei capitali privati. Abbiamo bisogno di 200 miliardi inizialmente per poter investire. Ma allo stesso tempo, l’obiettivo della discussione di giovedì, per me, è quello di definire le capacità comuni in cui vogliamo aumentare le nostre competenze e avere maggiore autonomia europea”.
“Non si tratta solo dell’Ucraina – precisa – ma di dire a noi stessi che non sappiamo cosa faranno gli americani tra 5 o 10 anni. Per ora, sappiamo solo che i russi hanno indurito la loro posizione e sono molto più aggressivi nei nostri confronti. E negli ultimi tre anni hanno speso il 10 per cento del loro pil per la difesa. Il loro pil è inferiore al nostro, ma ne spendono il 10 per cento. Dobbiamo quindi prepararci a ciò che verrà. E a prescindere da ciò che faranno gli americani”, dice Macron, fissando l’obiettivo per l’Europa in termini di spese di difesa attorno al “3, 3,5 per cento del pil”. “Credo che tutti si rendono conto – aggiunge – che in Ucraina è in gioco il futuro dell’Europa. Stiamo arrivando a un momento di riconciliazione delle posizioni. In altre parole,sono sempre stato convinto che un’Europa che sapesse costruire la propria architettura di difesa e sicurezza fosse un’Europa finalmente unita. Questo è ciò di cui l’Europa ha bisogno”.
Macron passa infine a parlare del risultato elettorale in Germani. La vittoria del candidato cristianodemocratico, Friederich Merz, è, secondo Macron, “una notizia positiva. Abbiamo avuto un ottimo scambio mercoledì sera. E’ venuto a Parigi, fatto inedito, due giorni dopo le elezioni. Di solito i cancellieri venivano dopo aver formato il governo. E abbiamo deciso di lavorare insieme mentre si sta formando la coalizione, altro fatto inedito. Penso che l’allineamento strategico che il cancelliere Merz ha espresso durante la campagna elettorale, su questioni che ho spinto con forza negli ultimi sette anni deve, di autonomia strategica, di un’Europa più indipendente senza essere conflittuale con gli Stati Uniti, di una capacità di costruire la competitività attraverso la semplificazione e gli investimenti, del fatto che non ci sia alcun tabù investimenti sugli europei congiunti, su grandi temi come l’IA e la difesa, sia un’opportunità. I prossimi mesi saranno fondamentali”.














