Da un film dei fratelli Coen, la serie di Fargo (che torna su Amazon Prime Video con le prime 4 stagioni) ha saputo raccontare la follia umana e i nostri stessi istinti con i toni di una commedia nerissima. Nata come una scommessa nel 2014, ha ricevuto il “plauso universale” dalla critica americana.
Nel 1996 arriverò nelle sale cinematografiche – dopo la sua presentazione al Festival del cinema di Cannes – un film che in poco tempo diventò un cult per gli amanti del genere noir e che ha consacrato il “mito” dei fratelli Coen dentro e fuori il grande schermo. In pochi avrebbero scommesso sul successo di Fargo ma così non è stato. Con due premi Oscar vinti e un buon riscontro al botteghino, il lavoro più particolare dei fratelli Coen ha dato ampio spazio per ragionare e capire come poter giocare con tutti i clichè di un crime e di un noir per raccontare una storia che potesse riflettere sulla natura umana. Un tale successo che nel 2006 Fargo è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, archivio di pellicole ritenute culturalmente, storicamente o esteticamente rappresentative. Da qui, l’idea di poter replicare la stessa formula in una serie tv. Nasce come una miniserie autoconclusiva nel 2014 e fu trasmessa in America su un network a pagamento ma, il solo primo episodio, fu premiato con più di due milioni di telespettatori e un plauso da parte della critica di settore. Il progetto così viene serializzato e, sfruttando la formula dell’antologia (ogni stagione condivide solo la location ma cambia cast e storia), Fargo ha continuato il suo percorso tanto da imporsi fino ad oggi. Le stagioni prodotte sono ben 5 e le prime 4 sono tornate da poco in streaming su Amazon Prime Video per una lunga e intensa maratona tra le strade fredde e pericolose del Minnesota. Una serie che non è per tutti ma che ha un fascino magnetico.
Una storia criminale folle e disperata
La trama è semplice. Sono i risvolti che sono complessi. Nella prima stagione, ambientata nel 2006 e con un raggiante Martin Freeman nel cast (visto anche in Sherlock), si intrecciano le storie di un piccolo assicuratore dalla vita spoglia e misera a quella di un killer sadico e manipolatore. Nella seconda che è ambientata nel 1976, si mette in scena una storia di rivalsa e vedetta di un umile macellaio coinvolto in sordido omicidio. La terza, ambientata in epoca più recente, vede Ewan McGregor interpretare due gemelli – uno ricco, l’altro dedito all’alcol – e entrambi devono difendersi da un inquietante strozzino che ritorna nelle loro vite. La quarta invece (forse la meno riuscita) si spinge la narrazione nel 1950 e si districa nei traffici illeciti di due famiglie che sono sul piede di guerra. Nel cast spunta anche Salvatore Esposito, volto di Gomorra, nel ruolo di Gaetano Fadda. Lui è un ragazzo dai modi un po’ violenti che mina la pace di entrambe le famiglie coinvolte.
Fargo e il suo concetto di “tv di qualità”
Dicevamo, non è una serie per tutti dato che è avulsa dai soliti meccanismi di un crime drama. Fargo è qualcosa di unico nell’universo televisivo contemporaneo. Con un racconto particolarmente efficace e in grado di autoaffermarsi come un solido progetto diverso dall’omonimo film, con il quale ha il vantaggio di condividerne tonalità e stile, la serie brilla per una ricercatezza nelle storie e per un ottimo approfondimento dei personaggi, che non risultano né monodimensionali né piatti. Con le loro luci e le (tante) ombre, il racconto si spinge nel fotografare gli aspetti più folli e crudi della mente umana, tratteggiando l’uomo come una figura complessa, stratificata, capace di seguire solo i suoi istinti. Questa caratteristica è, di sicuro, il particolare fondamentale che ha reso tale la serie tv. Ma non è tutto. Giocando con la comicità, gli stilemi di un crime e con i meccanismi di un noir d’annata, Fargo si candida a essere una tra le serie di qualità più belle degli ultimi anni. Curata sia dal punto di vista dei contenuti che della messa in scena. Una cosa unica e rara.
Da vedere, perché…
Parlare di qualità e trovare un prodotto che lo sia a tutti gli effetti è raro nel contesto della tv di oggi. Fargo, però, trova spazio perché non punta solo a un mero intrattenimento o a seguire mode sterili. Si spinge oltre e cerca di portare nel piccolo schermo tutto il meglio del grande cinema. Non ha ricevuto il “plauso universale” della critica a caso ma è, per davvero, una serie da vedere e ammirare per comprendere quanto sia difficile realizzare un buon prodotto per il piccolo schermo.
