Robbie Williams racconta se stesso in Better Man, un musical folle ma straordinario

Arrivato nei cinema a inizio del 2025, da poco è disponibile in Italia su SKY e in streaming su Now. Coinvolgente, disperato e profondo, Better Man è un film che racconta cosa c’è dietro il successo (e gli eccessi) di Robbie Williams. Da volto dei Take That a icona della musica pop e rock, il film è un’ode a un personaggio che ha cavalcato un’epoca di grandi cambiamenti sociali e culturali.

Ciò che ha rappresentato, nel mondo, la musica degli anni ’90 e 2000 è qualcosa che a parole non si può spiegare. Venti anni in cui il sistema musicale è imploso tra boy e girl band, fenomeni delle classifiche e artisti che si sono imposti con hit senza tempo. In quegli anni, la musica ha lasciato un’impronta e un’eco che si sente ancora oggi. E uno di quei cantanti che, tra i tanti, si è imposto nel panorama è Robbie Williams. Oggi è riconosciuto per essere un artista completo, eclettico e fuori di testa ma in pochi conoscono chi c’era dietro il mito. Lo spiega Better Man, film di Michael Gray (lo stesso che ha portato al cinema The Greatest Showman e lo stesso che ha prodotto Rocketman), che con tutte le rivisitazioni del caso, cerca di raccontare al pubblico chi era il vero Robbie Williams. Non solo era (e lo è ancora oggi) il bello e dannato della musica pop, ma era anche un ragazzo insicuro di se stesso, travolto dai fantasmi del suo passato e affamato di soldi ma anche di fama e di successo. Il musical, che è disponibile in Italia su Sky e Now, ricostruisce e decostruisce l’immagine del divo, e lo fa con un occhio attento ma folle e dissipato. Robbie racconta se stesso e lui non si immagina con il viso da ragazzaccio di strada ma con quello di una scimmia. Il risultato? Una gioia per gli occhi, il cuore e lo spirito.

Il ragazzo che sognava di diventare una star

Si vedeva come una scimmia. Così Robbie Williams ha raccontato nel ricordare gli anni in cui ha esordito nei Take That. Diceva che non sapeva né ballare e né sapeva muoversi sul palco e, proprio con questa immagine, ha pensato di mostrarsi al pubblico nel film che racconta la sua vita. Anche se Better Man si sofferma solo su una parte della vita artistica del cantante – si parte dall’epoca dei Take That per raggiungere poi gli anni in cui implose con il suo primo album da solista -, il film non regala sconti e riesce comunque a tratteggiare l’anima tormentata di Robbie. Prima di essere l’icona è stato un bambino timido che ha sognato di essere all’altezza di suo padre. Il sogno si realizza quando a 16 anni entra a far parte del gruppo dei Take That e la sua vita cambia completamente. La storia del cantante viene ripercorsa in lungo e in largo, ponendo maggiore attenzione sul periodo di ascesa, e poi soffermandosi sulla carriera da solista dopo l’abbandono dai Take That – il riscatto che tanto desiderava – e la successiva fase del declino per abuso di droghe, alcool, fino al periodo di assestamento e di guarigione dai propri demoni. Uno sguardo a tutto tondo su un’arista che ha fatto storia.

Robbie Williams, il divo che diventa un’icona

Con una messa in scena di grande impatto, con un’immagine di una Londra fatale ma bellissima e con tutte (o quasi) le musiche che hanno accompagnato la carriera di Robbie William, il film fotografa una pagina importante della nostra pop culture e lo fa attraverso l’immagine di un artista di raro talento. Nato come spalla in una boy band, in poco tempo, il mondo scopre la bravura e l’appeal di Robbie. Non è solo un cantante che è capace di scrivere pezzi pop e melanconici, ma è anche un cantante camaleontico che si trova a suo agio sul palco. Il film ripercorre la sua carriera ma racconta anche cosa c’è dietro il divo. E Better Man mostra l’anima più pura di Robbie, passando dal suo senso di insoddisfazione, passando anche per quella voglia di emergere e di saziare la sua fama di successo (e di soldi), senza dimenticare di mostrare i suoi demoni, le sue prese di petto e i suoi punti oscuri. Un ritratto completo, senza sconti, che mostra Robbie per l’uomo che era e per quello che è oggi.

Un film straordinario che non ha avuto il successo sperato

Che sia un musical diverso dagli altri è un dato di fatto. Apprezzato dalla critica proprio per questa unicità, purtroppo non è stato accolto con favore al botteghino. Non tanto in quello inglese ma ha faticato a imporsi nel mercato nord americano e nel resto dell’Europa. Le ragioni sono molteplici ma, cercando di scovare le vere motivazioni, si è pensato che il pubblico stesso (forse) non era pronto a conoscere Robbie William “vestito” da scimmia. Eppure, a onor del vero, il musical brilla proprio per questo motivo e, di sicuro, è uno dei biopic più veri e sinceri che è stato prodotto in questi anni.