Conclave, la “F” di Francesco sul documento che esclude Becciu


Due lettere dattiloscritte, siglate con la “F” di Papa Francesco, sono al centro del braccio di ferro che potrebbe rinviare l’ingresso dei cardinali nella Cappella Sistina.

Secondo le ricostruzioni, i documenti – uno del 2023 e l’altro del 4 marzo 2025 (non il 24 marzo come indicato nella richiesta, ma la data potrebbe essere frutto di un refuso o di una versione non ufficiale)

esprimerebbero la volontà del Pontefice di escludere il cardinale Angelo Becciu dal Conclave.


Il Segretario di Stato Pietro Parolin avrebbe mostrato le lettere a Becciu durante le Congregazioni generali, ma la loro validità è contestata:

I sostenitori dell’esclusione (tra cui Parolin) le considerano atti papali vincolanti, nonostante la mancata pubblicazione ufficiale.

Gli oppositori sottolineano che, con la morte del Papa, i documenti non promulgati perderebbero efficacia giuridica, rimanendo al massimo come raccomandazioni morali.

Il cardinale sardo, coinvolto nello scandalo finanziario legato all’acquisto dell’immobile di Londra, insiste: «Nessun provvedimento formale mi ha escluso».

La sua posizione trova appoggio in alcuni canonisti e porporati, secondo cui l’assenza di un decreto ufficiale renderebbe legittima la sua partecipazione.


La discussione rischia di slittare le tempistiche dell’elezione. Le fazioni contrapposte (Parolin vs Becciu) hanno rimandato il confronto al dopo-esequie, ma la mancata risoluzione potrebbe protrarre i lavori delle Congregazioni generali, ritardando l’accesso alla Sistina.


Se Becciu dovesse presentarsi al Conclave, Parolin in qualità di decano pro-tempore potrebbe opporsi in base alle lettere.

Una mossa che aprirebbe un precedente storico, sollevando interrogativi sulla sovranità dei documenti papali post mortem. Intanto, il Camerlengo Kevin Farrell avrebbe già comunicato ai cardinali le intenzioni di Francesco, alimentando ulteriori tensioni.

La questione, oltre a dividere i canonisti, rispecchia le fratture nel Collegio cardinalizio tra chi difende l’autorità del Papa defunto e chi privilegia il diritto canonico tradizionale.