L’incontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky nella Basilica di San Pietro, durato 15 minuti durante i funerali di Papa Francesco
è stato definito “potenzialmente storico” per gli sviluppi sulla guerra in Ucraina.
Ma a catturare l’attenzione è stato un dettaglio curioso: tre sedie disposte vicino ai due leader, con un quarto protagonista,
Emmanuel Macron, e il premier britannico Keir Starmer che si sono uniti brevemente al colloquio.
Il faccia a faccia e le controproposte
Trump e Zelensky, al primo incontro dopo lo scontro dello scorso febbraio, hanno discusso un piano di pace in tre punti elaborato dagli Usa,
che include il riconoscimento della Crimea russa e il congelamento dei fronti. Zelensky ha presentato una controproposta: mantenere un esercito ucraino forte, dispiegare una forza di interposizione internazionale e utilizzare i fondi russi congelati per la ricostruzione.
Fonti americane hanno descritto il colloquio come “molto produttivo”, mentre Kiev ha sottolineato il simbolismo dell’incontro in un luogo sacro.
Le immagini diffuse mostrano Macron stringere la mano a Zelensky e salutare Trump, con tre sedie inizialmente visibili. Poco dopo arriva Starmer, ma il video si interrompe prima di chiarire la dinamica.
Nelle sequenze successive, le sedie diventano due, lasciando spazio a speculazioni: si ipotizza un tentativo di allargare il confronto a più leader, poi ridimensionato. Il Vaticano, intanto, ha visto nell’evento uno “spiraglio” diplomatico.
Giorgia Meloni ha definito “enorme” il significato del dialogo avvenuto durante i funerali, mentre Ursula von der Leyen ha concordato un futuro incontro con Trump.
Restano nodi critici, come l’ingresso nella NATO e il destino dei territori occupati, ma Zelensky si è detto “speranzoso” su risultati concreti.
Intanto, Putin ha annunciato la “riconquista della regione del Kursk”, accelerando la pressione sui negoziati.
L’episodio delle tre sedie rimane un simbolo ambiguo: tra speranze di mediazione e le complesse geometrie della diplomazia.

