Un altro piccolo favore, da un film di successo arriva un sequel del tutto evitabile

Si gioca con i luoghi comuni di un’Italia stereotipata tutta “piazza e mandolino” nel film dal titolo Un altro piccolo favore, sequel di un grande successo cinematografico del 2018. Blake Lively e Anna Kendrick tornano a indossare i panni di Emily e Stephanie alle prese con un altro gioco di inganni e segreti. Il nuovo capitolo si sposta a Capri. Tuttavia, la narrazione è priva di enfasi ed è un tripudio di luoghi comuni. Dal primo maggio lo trovate in streaming su Amazon Prime Video.

Non è facile replicare la formula di un successo cinematografico. Ha provato a farlo “Un altro piccolo favore”, ma il risultato finale non è stato per niente accettabile. Anzi, il film che è disponibile su Amazon Prime Video dal primo maggio, non ha nulla di interessante. Oltre a quella patina glamour e le battute graffianti, Paul Feig non è riuscito a riproporre la formula che aveva trovato nel primo film. Di fatti, Un altro piccolo favore cerca di replicare il successo trovato – a sorpresa – nel 2018. Blake Lively – la diva di Gossip Girl – e Anna Kendrick hanno portato sul grande schermo una commedia in odore di soap-opera e di thriller che ha saputo catturare il pubblico. Diventato un vero e proprio caso cinematografico, da quel successo si è cominciato a ragionare su un sequel. Tuttavia, prima di diventare realtà è rimasto a decantare per diverso tempo.

C’è il bisogno di trovare la storia giusta da raccontare. Inoltre, doveva arrivare nel modo giusto per poter incastrare tutto nel puzzle degli eventi. Annunciato ufficialmente del 2022, le riprese si sono svolte tra America e Italia dal marzo del 2024. Poi la scelta di non far arrivare il film nelle sale ma di proporlo in streaming. Al netto di qualsivoglia aspettativa, Un altro piccolo favore non aggiunge nulla a una storia che già in precedenza aveva esaurito il suo potenziale. Con enorme fatica, cerca di riproporre la sua miscela vincente con scarso ritmo e sconsideratezza. Ciò che esce fuori, è un sequel senza appeal e senza forza. È così anonimo che può essere evitato del tutto.

Un altro piccolo favore: l’isola di Capri, i clichè italiani e una storia di malavita molto scarsa

Sono trascorsi ben 5 anni dall’arresto di Emily. La vita di Stephanie è cambiata. Ora, al ruolo di mamma che ha un blog di cucina, si affianca la carriera di scrittrice e di amante dei true crime. Il suo libro, però, non ha trovato il successo sperato. Inoltre, la sua influenza sui social non è più la stessa. Fino a quando, e in maniera del tutto inaspettata, Emily fa ritorno nella sua quotidianità. Grazie a un cavillo legale e una schiera di avvocati, la ragazza riesce a uscire di prigione e si gode la sua nuova vita. Torna per invitare Stephanie e il suo ex marito al matrimonio che ha organizzato a Capri. Infatti, Emily ha intenzione ci celebrare l’unione con un criptico boss della mafia (che parla in napoletano).

Il viaggio per Stephanie si trasforma in un’occasione per capire quali potrebbero essere le mosse della sua ex migliore amica. Travolta dall’atmosfera di Capri e dall’Italia, la donna comincia a nutrire dei seri dubbi sul matrimonio. Poi, l’ex marito di Emily muore in circostante poco chiare. Stephanie decide di sbrogliare il nodo alla matassa. Anche per salvare se stessa da un sordida vendetta che ha preso forma in una calda estate tutta italiana.

Un sequel che non brilla come l’originale (che aveva già i suoi punti deboli)

Un vero e proprio caso cinematografico che non aveva bisogno di un sequel così sciatto. Bisogna ammetterlo: non si se sentiva l’esigenza di Un altro piccolo favore anche perché, già il primo film, ha presentato alcune criticità. Di questo sequel non si salva proprio nulla (tranne piccole cose). Da una trama raffazzonata e che non buca lo schermo, da un cast che è poco aderente alla vicenda stessa. Infine, al tono generale del film che diventa più incisivo e decisamente più sboccato, fino a quella rappresentazione italiana così stereotipata dell’Italia. Sicuramente, non influisce sulla vicenda.

La scelta di cambiare location e di rendere tutto ancora più glamour può anche essere stata un’idea accattivante. Tuttavia, al netto di qualsiasi aspettativa, il film non convince e non strappa neanche una risata. È così ridondante che risulta pleonastico.

Solo Blake Livey (e Elena Sofia Ricci) sono le “regine” di Un altro piccolo favore

Sta di fatto, però, che è impossibile non premiare parte del cast. E, di scuro, è impossibile non amare e apprezzare la bellezza di Blake Lively. Lei brilla su gli altri, non tanto per bravura nella recitazione ma più che altro per aver rappresentato alla perfezione una donna algida che pensa solo al suo tornaconto. In questo film si deve fare una menzione d’onore per Elena Sofia Ricci. La celebre attrice italiana, qui interpreta la madre del nuovo marito di Emily. Nonostante non abbia un ruolo di rilievo, spicca su tutti per ironia e affabilità. Con il suo talento si conferma tra le attrici di maggiore talento del nostro paese.