Il primo episodio della serie risale al settembre del 2001 ma, nonostante 24 sia finita da tempo, il suo ricordo è ben impresso nel cuore del pubblico. Intelligente e con delle trame mai banali, la serie ha saputo riflettere su tutte le paure della nostra modernità. Ha visto in Kiefer Sutherland il suo iconico protagonista. Con garbo, per 8 lunghe stagioni – senza contare il sequel e lo spin-off –, 24 ha saputo raccontare una pagina (controversa) della storia americana.
Non è per un vizio o per mancanza di idee che si torna sempre a parlare di serie terminate da tempo. Purtroppo, nel mercato televisivo di oggi e nell’epoca delle piattaforme streaming è andato perso il vero significato di serie tv. Tutto si è mercificato e si è piegato a favore dell’algoritmo, senza badare alle reali esigenze del pubblico. In passato le cose andavano diversamente. C’era una cura maggiore nella scelta dei prodotti da trasmettere in tv, e chi sopravviveva aveva vinto la battaglia più grande. La seconda golden age ha regalato tante belle storie che sono rimaste nell’immaginario collettivo. Un esempio è il grande fenomeno di 24. È stata una serie di genere spy che ha visto in Kiefer Sutherland il suo iconico protagonista e, all’epoca, ha avuto un così tale successo. È andato in onda per 8 stagioni, concludendosi nel maggio del 2010.
Un calo di ascolti impedì alla serie di andare avanti. Dopo la fine – era il 2012 – è stato realizzato anche un sequel e uno spin-off che, però, non hanno trovato il consenso. 24, nonostante tutto, è rimasta nel cuore del pubblico perché ha saputo ridefinire il concetto stesso di spy-drama. Ha ampliato la storia e indagato su tutte le incongruenze della politica americana. Ha parlato di terrorismo poco dopo l’attentato alle Torri Gemelle. Inoltre, ha fotografato i meccanismi di agenzie governative tra inganni, segreti e colpi bassi. 24 non ha sempre brillato nel corso dei suoi 8 anni ma è rimasta una serie che è rimasta immutata nel tempo. Oggi è disponibile in Italia sia su Disney+ che su Amazon Prime Video.
Jack Bauer, l’eroe moderno di 24
Un titolo molto esemplificativo per la serie tv. Caratteristica principale è quella di raccontare gli eventi in tempo reale. Durante gli episodi viene fatto uso ricorrente dello split screen. Questo serve a mostrare le azioni di più personaggi contemporaneamente. Un orologio digitale segnala lo scandire del tempo. Infatti ogni episodio si svolge nel giro di un’ora e ogni stagione inizia e finisce nell’arco di 24 ore. Un’idea che è risultata vincente. Ha regalato al racconto più veridicità. Al centro ci sono le disavventure, a volte anche al limite dell’assurdo, in cui è coinvolto Jack Bauer.
Lui è un agente federale del Counter Terrorist Unit (CTU) di Los Angeles, una fittizia agenzia governativa antiterrorismo. Bauer è un agente dai metodi particolarmente incisivi, che spesso si trova a operare al di sopra delle regole. Tuttavia, è sempre pronto a sacrificarsi e ad agire in prima persona per il bene della nazione. Ogni stagione della serie è caratterizzata da una minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti d’America, che può essere di diversa forma. Può trattarsi di un attentato, un ordigno nucleare, un’epidemia batteriologica o un’operazione militare straniera. Il protagonista deve cercare di sventare queste minacce, il tutto in ventiquattr’ore.
Le 8 incredibili giornate al cardiopalma di 24
Una serie che non avrebbe bisogno di presentazioni. Successo immediato di critica ma anche in pubblico, in America (che all’epoca fu trasmessa sulla rete della FOX) fece molto scalpore. Non solo per il modo in cui la narrazione si approcciava ai canoni della tv, ma anche perché è stato uno spy-drama di grande intensità che non è mai sceso a patti con se stesso. Nell’arco delle sue 8 e lunghe giornate, il pubblico è rimasto coinvolto da tutte le avventure che Jack Bauer ha dovuto superare. Allo stesso tempo, ha tremato per gli scenari che si sono parati davanti ai loro occhi.
Infatti, oltre all’azione più pura e oltre le trame che hanno preso forma nella serie tv, 24 ha avuto il pregio di riflettere sul nostro presente. Ha anticipato – a volte – il futuro, mostrando un’America in bilico. Tra una politica poco influente e la minaccia di un terrorismo che si muove all’interno della comunità con disinvoltura. Jack Bauer, pur sventando qualsiasi minaccia, fa comprendere quanto sia labile il confine tra pace e guerra totale. Una serie che ai tempi fu quasi profetica. Oggi è una realtà fin troppo vera, che fa quasi paura.
Il sequel, il film tv e il fallimentare spin-off
Una serie che ha dato vita a un franchise di tutto rispetto. In pochi parlano di Redemption, il film che è stato girato tra la sesta e settima stagione che (forse) vale più della serie stessa. In due ore di girato ha regalato al pubblico una storia di ampio respiro e per nulla banale. Senza dimenticare il Live Another Day che, nel 2013, ha presentato un vero e proprio sequel alle avventure di Jack Bauer. Tuttavia, rispetto al passato non hanno veramente bucato lo schermo. E poi c’è stato l’esperimento di Legacy che, con un cast totalmente rinnovato, ha cercato di raccontare il CTU ma senza Jack Bauer. Infine, senza l’iconico Kiefer, la serie non è proseguita per una seconda stagione.











