Per 4 lunghe stagioni è stata una tra le serie più seguite in America (come in Italia). Revenge ha avuto l’ardire di riportare in tv il fascino delle grandi saghe familiari degli anni ’80, attualizzando temi e riflessioni secondo un’ottica più moderna. A 10 anni dal suo gran finale, resta (ancora oggi) la più importante “prime time soap” degli anni 2000.
In un lasso di tempo lungo 10 anni si può quantificare il percorso che ha intrapreso il mercato televisivo di oggi. E, come più volte si è affermato, lo streaming e le diverse piattaforme hanno creato una certa dispersione dei contenuti. Tanto è vero che, tra le serie inedite, sono poche quelle che restano. Inoltre, creano ancora discussioni tutti quei prodotti realizzati prima che la tv on web diventasse comune. Questo è simbolo che la serialità era fatta di storie a lungo termine e non di storie mordi e fuggi. Qui è giusto ricordare l’esperimento di Revenge. La serie, il cui ultimo episodio è andato in onda (in America) il 10 maggio di 10 anni fa, è ricordata per essere stata una delle poche soap-opera di prima serata capace di rilanciare il genere. Questo avvenne dopo anni di fallimenti e di prodotti di poco spessore.
Fu un successo. Ciò ha dato agio alla serie di imporsi, già all’epoca, in un mercato instabile e in pieno fermato. Di Revenge sono state prodotte 4 stagioni e ben 89 episodi. Anche se la vicenda verso la metà dell’ultimo capitolo ha perso un po’ i colpi, ha regalato un finale molto soddisfacente. Questo finale non è stato dimenticato. Revenge è sì una soap-opera e non nega di aver giocato con i suoi stessi clichè, ma è anche un racconto tutto al femminile di rara bellezza e profondità. Qui, due donne si fanno – letteralmente – la guerra pur di primeggiare sull’altra. Proprio in questo dettaglio è insita l’unicità della serie tv. Gli episodi sono su Disney+ .
Revenge, la serie che fa il “verso” a Il conte di Montecristo
Il titolo fa riferimento a una vendetta. La giovane Emily Throne (il cui vero nome è Amanda Clarke) cerca di metterla in atto ai danni della famiglia Grayson. Suo padre, David Clarke, un ricco uomo d’affari, ha passato la sua infanzia negli Hamptons. Egli fu accusato, processato e condannato ingiustamente per aver partecipato a un’azione terroristica. Furono i Grayson a incastrarlo. Questi, titolari della “Grayson Global”, erano in combutta con molti personaggi a loro vicini. David infatti faceva parte di questa società.
La figlia Amanda invece venne divisa tra famiglie affidatarie e, infine, rinchiusa in un carcere minorile fino alla maturità. Uscita dal carcere, viene accolta nella società da Nolan Ross, amico del padre, che le consegna una scatola contenente i diari di David. Leggendoli, Amanda scopre la vera storia del padre. Dopo aver scambiato la sua identità con quella dell’amica Emily Thorne, intraprende il suo cammino di vendetta contro tutti i traditori del padre. Sotto falso nome, si finge una filantropa e una donna di affari. Il suo obiettivo è insinuarsi nella “nobiltà” degli Hamptons e distruggere dall’interno chi ha reso un inferno la sua vita.


Victoria Grayson e Emily Throne: due donne a confronto
La vicenda è intricata e complessa. Non ha smesso di inanellare un colpo di scena dopo l’altro. Alla vendetta di Emily, che funge come una sorta di conte di Montecristico ma con i tacchi a spillo, si aggiungono una serie di personaggi le cui storie confluiscono in quella principale. In aggiunta, oltre a quelle di Nolan, di Daniel e di Jack, a brillare è sicuramente l’immagine di Victoria Grayson. Donna da affari tremendamente infelice, è costretta a vivere in un matrimonio di facciata. È sicuramente il personaggio meglio caratterizzato dello show.
Bella, ricca e calcolatrice, lotta con le unghie e con i denti pur di mantenere il suo status quo. Arriva a ingannare e a uccidere per restare seduta sul trono degli Hamptons. In contrapposizione c’è il personaggio di Emily. Differente rispetto a Victoria, è una donna dai sani principi. Tuttavia, è disposta a tutto pur di raggiungere i suoi scopi. Anche a mettere a repentaglio l’amore per cercare di ottenere la sua vendetta.
Revenge, un successo che non è stato più replicato
Compattare in poche righe il fenomeno di Revenge è impossibile. Infatti, in quattro anni di onorata carriera è stata capace di raccontare una storia dal grande appeal. In tale storia confluiscono odio e amore. Inoltre, vi è l’eterna lotta tra bene e male vista dagli occhi di due donne diverse con i loro punti forti e deboli. Scrivere la parola fine è stato un atto dovuto. Alla lunga la vicenda in se stava diventando ripetitiva. Eppure, anche se lo show è durato solo 4 anni, non ha trovato più un degno erede. Mai, dopo la fine di Revenge, è stata trovata una serie che potesse replicare la sua formula senza essere solo una copia sbiadita.











