Come un vero e proprio tornado, nel 2014 il film del regista messicano si è imposto a furor di popolo tra critica e pubblico. Birdman, fin dalla sua prima apparizione sul grande schermo, ha convinto per la sua critica sagace e accesa al mondo del cinema e del giornalismo. Il film ha affidato a Michael Keaton un racconto autentico e di rara profondità. Con ben 4 premi Oscar vinti, il film è tornato in streaming su Netflix.
Per il regista di origini messicane, Birdman è stato il film della consacrazione. Da sempre, Alejandro Inarritu ha lavorato a progetti fuori dagli schemi di Hollywood. Ha portato sul grande schermo dei lavori intensi e profondi ma che sfuggivano alle logiche di mercato. Non è una nota di demerito, anzi, è proprio in questa particolarità che il regista ha potuto imporsi nel panorama. Ha realizzato opere uniche nel loro genere, intense e profonde. Prima di Birdman, ad esempio, c’è stato 21 grammi, Babel ma anche lo straordinario Amores perros e molti altri ancora che hanno fatto conoscere il genio di un regista capace di raccontare la realtà che abbiamo intorno. Birdman è stato il suo primo film hollywoodiano. Ha avuto alle spalle una grande casa di produzione che, fin da subito, ha creduto in un lavoro unico nel suo genere. E così è stato.
Presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014 e arrivato poco dopo nelle sale, Birdman è stato un fenomeno sia a livello di incassi che a livello critico. Il film ha guadagnato un successo che è andato ben oltre l’immaginazione. Ha corso anche a testa alta nell’award season, ricevendo ben 9 candidature agli Oscar del 2015. Ha vinto in ben 5 categorie tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia. Per quell’anno fu un vero e proprio record. Dal 19 maggio, Birdman è tornato in streaming su Netflix e, nonostante lo scorrere del tempo, resta un film autentico, pungente e bellissimo. Critica con sagacia il mondo dello spettacolo e il potere (effimero) della fama.
Birdman, di cosa parla il film?
La vicenda si svolge in una tentacolare e caotica New York. Al centro del racconto c’è Riggan Thompson (con il volto di Michael Keaton), un attore che da tempo non è più sulla cresta dell’onda. È rimasto ingabbiato in un ruolo di un super-eroe che per anni ha interpretato sul grande schermo . Ora, quel ruolo gli impedisce di volare alto e sperimentare altri ruoli. Riggan, però, vuole tentare altre strade. Con la speranza di rilanciare la carriera cerca di reinventarsi a teatro. Porta un adattamento di un romanzo di Carver che, in un certo qual modo, riassume la sua ascesa e la discesa.
Ma l’attore trova tante difficoltà sulla sua strada che impediscono la vera rinascita di Riggan. A ridosso dal debutto deve fare i conti con i problemi (insoluti) di sua figlia che è anche ex tossicodipendente (con il volto di Emma Stone). Deve fare i conti con tanti suoi colleghi che sfruttano la difficile situazione di Riggan per trovare un barlume di successo. Senza dimenticare un’aspra giornalista che non teme di demolire lo spettacolo dell’ex Birdman. Alle spalle resta la città di New York, con le sue luci e i suoi colori. Essa diventa spettatrice di un dramma in bilico tra realtà, finzione e satira sociale.
Birdman, storia di un attore decaduto
Un film strano ma nel senso positivo del termine. Un film eclettico, grottesco e che non ha un genere ben definito. È in questa particolarità che si trova la “potenza” visiva di Birdman. Il regista, con le sue mani da abile narratore, ha saputo raccontare una storia dolce, carica di speranza ma crudelissima. Ha affidato il compito a Michael Keaton di far capire al pubblico quanto sia difficile il mestiere dell’attore.
E il film ne approfondisce gli aspetti più assurdi ma anche quelli più intimi e personali. Mostra una realtà lavorativa basata su una bravura (e un successo) effimero. Essa è basata su una poca cooperazione tra colleghi che sono sobillati fin troppo dal consenso del pubblico, e da parte della stampa (in particolar modo). Birdman si sofferma, in particolar modo, su quanto sia difficile scindere l’uomo dall’attore. E quanto sia complesso trovare un bilanciamento tra successo e vita privata.
Birdman, un film che brilla di luce propria
Che sia un film fuori dagli schemi è un dato di fatto, ma piace proprio per questo. Birdman è un racconto crudele, cinico e ironico sul mondo patinato del cinema e su tutti i suoi meccanismi. È una storia sul potere del successo e sulla voglia di emergere in un mondo in cui in pochi riescono a farlo. È un film dal finale amaro ma di rara bellezza. Convinve perché è un progetto originale e che brilla di luce propria anche a distanza di anni.