Il nuovo film su Captain America? Senza Chris Evans non c’è la “magia” del personaggio. Tutto il resto è solo retorica

Disponibile in streaming su Disney+, il film della Marvel che riporta in vita il mito di Captain America non riesce a convincere fino in fondo. Senza Steve Rogers e l’iconico Chris Evans non c’è più ragione di espandere l’universo narrativo. Al netto di una pellicola che “funzionicchia” e che miscela azione e tanta politica (anti-Trump), di bello e profondo resta poco o nulla. Purtroppo.  

Non ci sono più i super-eroi di una volta. O almeno, al cinema non funzionano più. La Marvel è stata la prima a creare un vero e proprio universo condiviso in cui far muovere i suoi personaggi, e per dieci lunghi anni ha eretto un impero che pareva inespugnabile. Con il capitolo finale di Avengers: Endgame e con la morte di Vedova Nera e Iron Man e l’uscita di scena di Steve Rogers, la Marvel è stata costretta a rimboccarsi le maniche per far sopravvivere quell’universo. Ad oggi, però, la magia è finita e lo conferma quello che è accaduto al tanto blasonato film dedicato a Captain America. È il quarto capitolo del franchise ma è il primo che non vede nel cast il mitico Chris Evans che, prima di Anthony Mackie, ha prestato il volto all’eroe più nazionalista dei fumetti.

Steve Rogers ha deposto lo scudo, ha deciso di non combattere più e finire la sua vita insieme all’amatissima Peggy Carter, ma ha lasciato in eredità il suo scudo (per l’appunto) e il nome di Captain America all’unica persona che, più di tutti, ha abbracciato lo status symbol di super-eroe. La scelta è caduta su Sam Wilson che, in precedenza, ha preso parte agli Avengers con il nome di Falcon, ora, invece, con una nuova tuta e una nuova consapevolezza, raccogliere l’eredita che gli è stata concessa da Steve. Così il nuovo Captain America si muove in un contesto politico e sociale molto complesso, in cui la paura del diverso è ancora latente. Nonostante le buone intenzioni, il film non decolla e non buca lo schermo come dovrebbe. Sì, la magia della Marvel è proprio finita e anche nel modo peggiore.

Brave New World: il nuovo Captain America è di colore, ma…

Al centro del racconto c’è un vero e proprio intrigo politico degno di uno spy-drama vecchio stile. Sullo sfondo resta un mondo in tumulto, la paura del diverso, e resta lo spettro di Thanos come rimane la paura del blip. In un contesto del genere, il neo-eletto presidente degli Stati Uniti cerca di tenere a freno le grandi potenze mondiali che si fanno la guerra in una realtà in cui la paura è latente. E proprio il presidente – dal passato poco chiaro – chiede a Sam di guidarlo e venire a capo di un mistero che si cela dietro un attentato che è avvenuto proprio all’interno della Casa Bianca.

Ovviamente, le indagini aprono un vero e proprio Vaso di Pandora e portano a galla i segreti che lo stesso presidente ha cercato di custodire senza successo. Sulla scena appare Samuel Sterms, scienziato dal grande acume, che spinge il presidente a confrontarsi con se stesso e con la speranza di poter rovesciare l’ordine già precario. Captain America indossa scuso e maschera e, con determinazione, cerca di portare a termine il suo compito.

Un film che cade vittima di se stesso

Al netto di qualsiasi critica favorevole, il film non è assolutamente perfetto. Anzi, fin dal suo inizio si intuisce quanto la trama sia fallace. Anche se funge da sequel a quel piccolo gioello di Falcon & Winter Soldier – serie che ha raccontato la genesi di Sam -, la narrazione non ha enfasi e non ha pathos, finendo vittima di uno schema già abusato e che non regala niente di nuovo alla vicenda. Non solo il nuovo Captain America non convince, vittima pure lui di non sentirsi all’altezza del compito, ma è proprio l’intreccio a non funzionare. Non c’è pathos, non c’è divertimento ma c’è ingombrante trama politica che mangia tutto il resto, impedendo al film di essere un piacevole intrattenimento. Effetti speciale roboanti non bastano: il nuovo capitolo del franchise è una delusione sotto tutti i punti di vista.

La Marvel non ha più una linea guida  

E non è perché il cast è totalmente innovato ma di Captain America non piace quella retorica così pungente che ha impedito ai personaggi di approfondirsi e non ha dato agio alla vicenda di risultare convincente. Oggi, la Marvel non è più quell’impero florido che era agli inizi. Oltre a una disaffezione da parte del pubblico, ha influito una poco accuratezza nelle storie e una scarsa voglia di divertire e di divertirsi.