Turchia: pugno duro contro la satira su Maometto, assalto alla rivista Leman

L’Unità, l’indignazione del comitato di redazione in una lettera




La magistratura turca ha sferrato un duro colpo alla libertà di stampa e di espressione, spiccando mandati d’arresto nei confronti dei giornalisti della rivista satirica Leman, una delle più importanti del Paese.


L’accusa mossa nei loro confronti è di “denigrare apertamente i valori religiosi”, in riferimento a una caricatura di Maometto pubblicata sulla rivista. Tra i destinatari dei mandati figurerebbe anche l’autore della vignetta incriminata.
La decisione delle autorità giudiziarie di Istanbul ha immediatamente suscitato reazioni e tensioni. Nel corso della serata, la situazione ha rischiato di degenerare in un grave episodio di violenza.


Un nutrito gruppo di individui, identificati come islamici, ha infatti assaltato la sede della rivista Leman, situata nel cuore della città sul Bosforo. I manifestanti hanno tentato di forzare la porta d’ingresso dell’edificio e hanno danneggiato le finestre a colpi di pietre e bastoni, in un chiaro tentativo di intimidazione e vendetta.


Solo l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione precipitasse ulteriormente, disperdendo gli assalitori e ripristinando l’ordine. L’episodio sottolinea la crescente polarizzazione in Turchia e la sensibilità del tema religioso, in un contesto in cui il governo del Presidente Erdoğan è spesso accusato di limitare le libertà civili e di espressione.


L’azione della magistratura e l’assalto alla sede di Leman sollevano serie preoccupazioni a livello internazionale riguardo allo stato della libertà di stampa e di espressione in Turchia. Molte organizzazioni per i diritti umani e la libertà di stampa hanno già espresso la loro condanna, richiamando l’attenzione sulla necessità di proteggere il diritto dei giornalisti di operare senza timore di rappresaglie o persecuzioni giudiziarie.


La vicenda di Leman rappresenta un test significativo per la democrazia turca e per il rispetto dei principi fondamentali dello stato di diritto.