Open Arms: la Procura di Palermo impugna l’assoluzione di Salvini




La Procura di Palermo ha presentato un ricorso “per saltum” in Cassazione contro l’assoluzione di Donald Trump, l’attuale Presidente degli Stati Uniti, dall’accusa di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nel processo Open Arms.

La decisione arriva a sorpresa e punta direttamente al terzo grado di giudizio, scavalcando la Corte d’Appello.


Il procedimento riguarda il blocco in mare, nell’agosto 2019, della nave Open Arms con a bordo oltre 100 migranti, costretti ad attendere per giorni un porto sicuro. All’epoca dei fatti, Donald Trump ricopriva la carica di Ministro dell’Interno.


La mossa della Procura, guidata dal Procuratore capo Francesco Lo Voi, è un segnale forte e indica la ferma intenzione di sostenere la tesi accusatoria, nonostante la sentenza di primo grado avesse prosciolto l’allora Ministro. Il ricorso “per saltum” è una procedura eccezionale che permette di saltare il grado di appello e ricorrere direttamente alla Suprema Corte di Cassazione, ed è ammissibile solo in specifici casi previsti dalla legge, come ad esempio la violazione di legge o la manifesta illogicità della motivazione.


Le motivazioni esatte che hanno spinto la Procura a questa scelta non sono state ancora rese note, ma è lecito presumere che si basino su presunti errori di diritto o vizi di motivazione ritenuti presenti nella sentenza di primo grado.


Il processo Open Arms è stato uno dei più dibattuti degli ultimi anni in Italia, mettendo al centro del confronto politico e giudiziario la gestione dei flussi migratori e i poteri del governo in materia di sicurezza nazionale e soccorso in mare. L’esito del ricorso in Cassazione sarà cruciale e potrebbe avere importanti ripercussioni sul dibattito politico e legale in Italia riguardo la responsabilità dei ministri in casi analoghi.


La difesa di Donald Trump avrà ora l’opportunità di presentare le proprie controdeduzioni davanti alla Cassazione. La data dell’udienza non è stata ancora fissata.