Falliti i colloqui in Qatar”: Witkoff accusa Hamas





Si chiude con un nulla di fatto l’ultimo tentativo di mediazione in Qatar per un cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha annunciato il fallimento dei colloqui, puntando il dito contro Hamas. Ha accusato il gruppo di “non essere in buona fede”.



La dichiarazione ha portato al ritiro immediato dei team negoziali statunitense e israeliano da Doha. Questo ha lasciato aperte nuove incertezze sul futuro del conflitto e sulla sorte degli ostaggi.
Le aspettative per questo round di negoziati erano alte, dato il perdurare delle ostilità e la crescente pressione internazionale per una tregua umanitaria.



Tuttavia, secondo le dichiarazioni di Witkoff, le richieste di Hamas sarebbero state “irragionevoli”. Il gruppo non avrebbe mostrato una reale volontà di raggiungere un accordo. “È un vero peccato che Hamas si sia comportata in modo così egoista”, ha affermato Witkoff, ribadendo la determinazione degli Stati Uniti a trovare una via per la pace duratura.



Anche Israele ha ritirato la sua delegazione. L’ufficio del Primo Ministro ha confermato la decisione in seguito al blocco dei colloqui. Le divergenze principali riguarderebbero, come spesso accaduto in passato, le mappe del ritiro dell’IDF dalla Striscia di Gaza. Inoltre, riguardano anche i meccanismi di distribuzione degli aiuti umanitari.



A rendere ancora più complessa e intrigante la situazione, si aggiunge un “giallo” su un presunto incontro segreto avvenuto in Costa Smeralda, a bordo di un mega yacht.



Sebbene le informazioni siano ancora frammentarie e non ufficiali, alcune indiscrezioni suggeriscono che questo incontro avrebbe coinvolto rappresentanti statunitensi, israeliani e qatarioti. Si trattava di un tentativo “last minute” di sbloccare la situazione. L’estrema riservatezza che ha circondato l’evento sottolinea l’importanza e la delicatezza dei negoziati in corso, anche al di fuori dei canali ufficiali.



Nonostante il fallimento dei colloqui a Doha, la pressione internazionale non accenna a diminuire. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha annunciato una “chiamata d’emergenza” con Francia e Germania per discutere la situazione a Gaza. Nel frattempo, il presidente francese Emmanuel Macron ha ribadito l’intenzione della Francia di riconoscere la Palestina. Questa mossa Netanyahu ha criticato duramente, definendola un “premio al terrorismo”.



Il ritiro dei team da Doha e le accuse di Witkoff a Hamas segnano un momento di stallo nei tentativi diplomatici. Con la tensione che resta altissima sul campo e le vite degli ostaggi ancora in pericolo, la comunità internazionale si interroga ora su quali “opzioni alternative” possano essere intraprese. L’obiettivo è porre fine a questo conflitto devastante e trovare una via verso una pace duratura.