Ispirato all’omonimo romanzo di Julia Whelan (disponibile anche in Italia), su Netflix c’è l’adattamento di Il mio anno ad Oxford. Il film, pur convincendo per un cast di talento, non sfugge dai soliti meccanismi delle commedie sentimentali e regala al pubblico una storia d’impatto ma con poche emozioni.
Stare al passo con i tanti film che arrivano su Netflix è impossibile. Il colosso dello streaming, per cercare di mantenere alto il suo primato a causa di un’offerta che cambia di giorno in giorno, cerca di restare a galla con una produzione capillare di film (ma anche di serie tv) che non sfuggano all’algoritmo. Non è un bene, ma nel mucchio c’è ancora qualcosa di bello da guardare. Tra questi, però, non c’è il film di Il mio anno ad Oxford che, dal primo agosto, è disponibile nel catalogo italiano (e lì dove il servizio è attivo).
Liberamente ispirato al romanzo di Julia Whelan che è disponibile anche in Italia, il film segue la scia delle moderne commedie romantiche proponendo un canovaccio già usurato che, di fatto, risulta essere stantio e poco efficace. E, a fronte di un cast funzionale, il film in sé non regala grandi emozioni e finisce vittima di un finale scontato e di scarso spessore.
Il mio anno a Oxford: di cosa parla il film
Nata e cresciuta nel Queens, New York, la brillante e determinata Anna (Sofia Carson, fresca “reduce” su Netflix di un altro film toccante, La lista dei miei desideri) lascia una promettente carriera a Wall Street per trascorrere un anno all’Università di Oxford a studiare poesia. Il suo mondo perfettamente organizzato vacilla quando incontra Jamie (Corey Mylchreest, al suo debutto cinematografico rilevante dopo il successo in Queen Charlotte: A Bridgerton Story), giovane tutor dal fascino ironico e misterioso.
Il loro incontro — ai tavolini di un chippy britannico, con un’Anna fradicia a causa di uno schizzo involontario dell’auto di Jamie — è il prototipo del meet cute contraddistinto da charme, umorismo e uno sguardo capace di smuovere emozioni inattese. I due, entrambi amanti della poesia, iniziano una storia d’amore travolgente. Ma dietro il sorriso di Jamie si nasconde una rivelazione tragica: una forma di cancro genetico incurabile, come già colpì suo fratello. Anna lo scopre a sue spese, proprio quando la relazione con Jamie stava procedendo nel migliore dei modi. Nonostante ciò, la vita non permette loro di vivere a pieno quel sentimento che li ha legati indissolubilmente.

Il mio anno ad Oxford: perché il film non ha funzionato
Al netto di una regia patinata, di un cast ben congeniale e di un’ambientazione unica nel suo genere – Oxford ha sempre il suo fascino -, il film non riesce a bucare lo schermo e non riesce a uscire fuori da quei classici meccanismi di una commedia sentimentale. Sì, nasce per seguire quella scia ma non innova il genere e gioca con i suoi stessi clichè fino alla fine senza riuscire mai sganciarsi da meccanismi già conosciuti.
Poco o nulla funziona ne Il mio anno ad Oxford: dall’innamoramento tra Anna e Jamie che avviene con troppa rapidità, da quel continuo scontro culturale tra America e Inghilterra, fino a quello scontro padre/figlio che si esaurisce senza enfasi e senza un vero punto di svolta. Questi sono alcuni degli aspetti che saltano agli occhi, ma sul film non si trova proprio nulla che possa essere piacevole. Si lascia guardare, grazie alle corrette interpretazioni del cast, ma per il resto è un completo spreco di tempo e di denaro (he poteva essere utilizzato per produrre qualcosa di migliore).
Il mio anno ad Oxford, il finale che cambia rispetto al libro
Se ne parla in un articolo che è stato pubblicato su GQ Espana. Nel libro, il finale è molto diverso. Jamie non muore, o almeno non muore così rapidamente. Originariamente Whelan aveva scritto che il protagonista si era sottoposto a un trattamento sperimentale che aveva migliorato le sue condizioni, tanto da permettergli di viaggiare con la sua ragazza attraverso il continente. Non vediamo mai la sua morte, sappiamo solo che ha cambiato la vita di Anna, come lei stessa riconosce, ma non capisce se i due stanno ancora insieme, se lui si è ripreso completamente o se quella vacanza è stata l’ultima che hanno trascorso insieme. La risposta spetta a ciascun lettore, ma nel film si è deciso di chiarirla rendendola più drammatica.