14 anni fa al cinema arrivava The Help. Così la rappresentazione delle donne al cinema è cambiata

Era il 10 agosto del 2011 quando, in America, ha debuttato il film di The Help. Con i toni di una commedia di stile, la pellicola ha saputo raccontare il mondo delle donne (anche di colore) come non si era mai visto al cinema. Di così grande successo che oggi, ben 14 anni dopo il suo debutto, è diventato una pietra miliare. 

Ci sono film che vanno e altri che restano nell’immaginario collettivo. Tra questi c’è The Help. Diretto da Tate Taylor, nel 2011 è diventato un piccolo ma grande caso al botteghino, tanto da sedure non solo il pubblico ma anche la critica. Un premio Oscar per l’interpretazione di Octavia Spencer e poi un Emmy Awards, un BAFTA e molti altri riconoscimenti: The Help è stato un vero e proprio successo conclamato. 14 anni fa, in America, arrivava nelle sale un’opera complessa che affronta il tema della disuguaglianza sociale e del razzismo istituzionalizzato nell’America della segregazione razziale.

Tate Taylor dirige e sceneggia il film tratto dal romanzo di Kathryn Stockett, e porta sul grande schermo tutte le caratteristiche di un libro che, a sua volta, è diventato un cult. Oltre a Octavia Spencer, nel cast c’è una raggiante Emma Stone nel suo primo ruolo di grande spessore, e poi l’incommensurabile Viola Davis prima ancora di arrivare in con la serie Le regole del delitto perfetto. Oltre a questo, The Help ha convinto perché ha saputo raccontare il mondo femminile in un momento di grandi cambiamenti sociali e culturali. 

The Help, di cosa parla il film? 

Film luminoso, divertente e commovente ambientato a Jackson, Mississippi, nel 1963. The Hel” racconta la vicenda di due cameriere di colore (interpretate da Octavia Spencer e Viola Davis) che aiuteranno, con le loro testimonianze, a scrivere un libro in cui la giovane giornalista Skeeter (Emma Stone) avrà il coraggio di denunciare i comportamenti razzisti e classisti dei suoi concittadini, fino ad allora perpetrati nel silenzio e con il benestare di tutti. Una piccola perla, questo film sul razzismo delicato, con personaggi stereotipati e a volte eccessivi nei modi e nel trucco-e-parrucco, ma frutto di una scelta ponderata, finalizzata a un’alternanza tra commedia e dramma che ha del sorprendente per come riesce a cambiare registro da un momento all’altro. Octavia Spencer è stata premiata con l’Oscar come Migliore attrice protagonista (ma se l’avessero dato anche a Viola Davis nessuno si sarebbe scandalizzato).

Skeeter, ragazza bianca e neo laureata ha deciso di tornare a casa dai ricchi genitori nel Mississippi. La ragazza vuole diventare una scrittrice e inizia a lavorare in un piccolo quotidiano locale, dove si occupa di rispondere alla posta delle casalinghe. Ma l’ipocrisia e il razzismo imperante negli anni Sessanta la spinge a raccogliere in un libro il punto di vista delle numerose donne afroamericane che lavorano come domestiche presso le famiglie bianche, sollevando un polverone.

The Help, una brillante storia vera 

The Help racconta la realtà con le voci delle donne nere che hanno lavorato nella servitù delle ricche famiglie bianche, ma è anche un’ode alla prospettiva femminile nelle case (proprie o altrui) e soprattutto un inno al potere della letteratura. Il significato dell’opera emerge dalla sua doppia natura: da un lato rappresenta un tentativo di dare voce alle domestiche afroamericane dimenticate dalla storia ufficiale, dall’altro ha suscitato critiche per il modo in cui affronta tematiche così delicate. Come sempre accade quando si prova a toccare temi che vengono strumentalizzati politicamente, ma non solo.

The Help è un film che intrattiene, diverte e commuove. Che fa riflettere e che squarcia il velo su un’America che film e serie TV sembrano voler cancellare. Come se la segregazione non fosse mai esistita. Come se rivisitare tutto in chiave “favola” eliminando la realtà del passato fosse la scelta giusta… E come se servisse a riparare ai torti, di qualsiasi forma. Dalle guerre alla segregazione, dalla schiavitù al terrorismo.