È in corso a Milano lo sfratto del centro sociale Leoncavallo, una delle strutture occupate più antiche e note d’Italia. Le forze dell’ordine, assistite dall’ufficiale giudiziario, sono entrate nella struttura di via Watteau intorno alle 7:30 di questa mattina per dare esecuzione a un ordine di sgombero che era stato rinviato numerose volte in passato.
L’operazione è stata anticipata rispetto alla data del 9 settembre, precedentemente notificata. Al momento dell’irruzione, gli agenti non hanno trovato persone all’interno, e gli accessi alla zona sono presidiati dalla polizia per garantire il regolare svolgimento delle operazioni. Presenti sul posto anche l’avvocato della proprietà, la società immobiliare Orologio della famiglia Cabassi, e l’ufficiale giudiziario.
Lo sfratto odierno pone fine a una situazione di lunga data, caratterizzata da decine di rinvii. Il caso aveva assunto rilevanza nazionale, con l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini che aveva commentato la vicenda definendola “decenni di illegalità”.
La vicenda legale è complessa. La Corte d’appello di Milano aveva recentemente condannato il Ministero dell’Interno a risarcire la proprietà con tre milioni di euro per il mancato sgombero negli anni precedenti. A sua volta, il Viminale aveva chiesto un risarcimento alla presidente dell’associazione “Mamme del Leoncavallo”, Marina Boer.
Solo pochi giorni fa, l’associazione aveva lanciato una raccolta fondi per sostenere la permanenza nella struttura. Inoltre, nei mesi scorsi era stata presentata una manifestazione d’interesse al Comune di Milano per un immobile in via San Dionigi, nella speranza di poter trovare una nuova sede per le attività del centro sociale.











