Leone XIV: “Nessun popolo può essere costretto all’esilio forzato”





Un forte e chiaro messaggio in difesa dei diritti fondamentali dell’uomo e dei popoli è stato lanciato da Papa Leone XIV durante un’udienza tenutasi ieri, 23 agosto 2025. Rivolgendosi a una delegazione del “Chagos Refugees Group”, il Pontefice ha ribadito un concetto centrale della dottrina sociale della Chiesa: il diritto di ogni individuo e di ogni comunità a vivere nella propria terra.




“Anche il più debole ha il diritto di vivere nella propria terra”, ha affermato il Santo Padre, sottolineando la sofferenza e le ingiustizie subite da chi è costretto a lasciare la propria patria contro la propria volontà. Il Papa ha lodato il coraggio e la determinazione del popolo chagossiano nel rivendicare pacificamente i propri diritti, in particolare quello delle donne, considerate la forza trainante di questa lotta.



Leone XIV ha espresso la sua soddisfazione per l’accordo raggiunto, un “passo significativo” verso il ritorno a casa di queste persone. Ha ringraziato quanti hanno mostrato sensibilità e comprensione verso la sofferenza di questo popolo e hanno contribuito a porre rimedio a una “grave ingiustizia”.
Tuttavia, il Papa ha anche ricordato le ferite profonde causate dagli anni di esilio, segnati da povertà, disprezzo ed esclusione.



“Possa il Signore, nella prospettiva di un futuro migliore, guarire le vostre ferite e concedervi la grazia del perdono verso quanti vi hanno fatto del male”, ha esortato, invitando tutti a guardare con speranza al futuro. Questo appello al perdono non nega il male subito, ma si propone di impedire che questo generi ulteriore sofferenza, come il Pontefice ha già espresso in altre occasioni.




Il discorso di Leone XIV si inserisce in un quadro più ampio di attenzione costante verso i più vulnerabili e i diritti dei popoli. Nelle ultime settimane, il Papa si è espresso su temi di grande rilevanza sociale, come la necessità per il potere di essere guidato dalla coscienza e per la legge di servire la dignità umana, ribadendo l’importanza di una società che persegua la vera prosperità, basata sullo “sviluppo umano integrale”.