Merz contro von der Leyen: scontro sul sostegno a Kiev



Nonostante il vertice europeo mostri un fronte compatto sul sostegno all’Ucraina, emergono tensioni interne a Bruxelles.

Al centro della polemica c’è un duro attacco del cancelliere tedesco Friedrich Merz alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, accusata di aver ecceduto le sue competenze in materia di difesa e aiuti militari a Kiev.


Mentre l’Unione Europea si prepara a un nuovo pacchetto di aiuti, ribadendo l’unità di intenti contro l’aggressione russa, le parole di Merz aprono una crepa significativa. Il cancelliere ha dichiarato che il sostegno militare non rientra nelle prerogative della Commissione europea e che tali decisioni spettano ai singoli Stati membri, con un ruolo di coordinamento che spetta ai capi di Stato e di governo, non alla Commissione.


La posizione del cancelliere tedesco ha trovato terreno fertile in alcune capitali europee, sollevando dubbi sulla legittimità e sulla modalità con cui la Commissione gestisce dossier così delicati, tradizionalmente sotto il controllo diretto dei governi nazionali.


In Italia, la questione è approdata in Senato, dove il governo è stato chiamato a riferire sulla posizione del Paese e a chiarire se le dichiarazioni di von der Leyen riflettano il consenso di tutti gli Stati membri. L’esecutivo italiano ha confermato il pieno allineamento con la linea europea di sostegno all’Ucraina, pur riconoscendo la necessità di una discussione chiara sui ruoli e le competenze delle istituzioni europee.


L’attacco di Merz, riportato dall’ANSA, sottolinea una spaccatura che va oltre la semplice burocrazia e tocca questioni di sovranità e di governance all’interno dell’Unione. Il dibattito è destinato a continuare nei prossimi mesi, con implicazioni potenzialmente significative per il futuro della politica estera e di sicurezza comune.