Atteso nei cinema italiani nel corso del 2025, il film The history of sound è già un piccolo (ma grande) fenomeno. Con un cast di grandi stelle della nuova Hollywood, il lungometraggio racconta l’Inghilterra a inizio del ‘900 e gli orrori della guerra con un occhio a una languida quanto tormentata storia d’amore tra due uomini.
Non dovrebbe far più rumore un film in cui viene raccontata la storia d’amore tra due persone dello stesso sesso ma, purtroppo, viviamo in un mondo in cui è facile meravigliarsi (e indignarsi) per tutto ciò che è proibito. Nella diversità, però, c’è il vero valore dei tempi moderni ed è giusto che il cinema possa celebrare le sue qualità. Per questo motivo c’è grande attenzione e attesa per il debutto in Italia di The history of sound. Il drama storico che prende le fila all’alba del nuovo secolo e durante il primo grande conflitto mondiale, è un racconto inteso sull’identità, sulla scoperta di noi stessi e sulla forza dell’amore.
Anche se è stato già presentato al Festival del cinema di Cannes e non tutte le recensioni sono state positive, The history of sound ha dalla sua parte ha tutto il pubblico del web. Con un cast di grandi stelle molto amati dai giovani – c’è Paul Mescal che ha recitato in Estranei e ne Il gladiatore 2 e c’è Josh O’Connor che è sulla cresta dell’onda dopo Challengers -, il film potrebbe rivelarsi il fenomeno della seconda parte della stagione cinematografica. Atteso entro la fine del 2025 – anche se era previsto per il mese di settembre -, The History of sound potrebbe diventare la perla del cinema di quest’anno.
The history of sound: di cosa parla il film
Il film è diretto da Oliver Hermanus, si svolge durante la Prima Guerra Mondiale.
Due giovani uomini, David e Lionel, si incontrano nel 1916, uniti da una comune passione per la musica e il desiderio di tramandare le storie della loro terra, in un’epoca segnata dalla perdita e dall’incertezza. Spinti da una forte connessione, decidono di documentare le vite, le voci e le canzoni dei loro connazionali americani, percorrendo villaggi dimenticati e accampamenti militari. Tre anni dopo, nell’estate del 1919, i due si ritrovano e intraprendono un viaggio attraverso il New England rurale, segnato da cambiamenti profondi e nuove tensioni.

Il loro scopo è quello di raccogliere e registrare i canti folk della gente comune, ma il viaggio si trasforma ben presto in qualcosa di più. Un’esplorazione dell’identità, della memoria e del legame che li unisce, con il recente il trauma della guerra che aleggia ancora in sottofondo. Mentre le melodie popolari risuonano nelle vallate e tra i boschi del nord-est americano, anche il loro rapporto si fa sempre più complesso, intimo e carico di significato, mettendo in discussione ciò che pensavano di sapere su se stessi e sugli altri.
The history of sound è un film “proibito”
È un melodramma in costume soffocato, proprio come il sentimento del protagonista, che passa buona parte della sua vita fra i rimpianti e la ricerca di una piena valutazione di quando quella relazione abbia impattato la sua vita. Ma gli anni passano, e non solo il ricordo non svanisce, ma sono oltre ai rimpianti emergere sempre più il fatto di non aver potuto godere di tutte le gioie della vita. I ritmi sono a dir poco riflessivi, specie in una prima parte che si allinea all’estenuante lentezza del ciclo della natura e delle stagioni.
Lo sfondo, il riferimento alla storia dei suoni e delle ballate folk, rappresenta una buona alternativa e un arricchimento del racconto, spezzando la ripetitività del melodramma, specie quando sottolinea la ricchezza quotidiana delle ballate, suoni della vita, fatte dell’esperienza della gente che ha vissuto e sofferto. Anche se il ritmo è lento e cadenzato, il film regala al pubblico un amore vissuto di sussurri e di baci inespressi senza mai risultare volgare, ma puntando sull’autenticità.