Secondo un recente sondaggio, il 77% degli italiani si sveglia già stanco e con poca energia. Non stupisce, quindi, come la “morning routine” sia diventata un argomento centrale, in particolare sui social, dove non mancano i consigli più disparati.
Spesso raccontata come un rituale rigido, fatto di ore di attività da manuale, è più fonte di ansia da prestazione che di reale benessere. Gli esperti di self leadership rassicurano che non servono maratone mattutine, né sveglie all’alba per essere performanti. È più che sufficiente seguire una routine, semplice e sostenibile, capace di impostare la giornata sul giusto binario.
Sull’argomento facciamo chiarezza con Alessandro Da Col e Alessandro Pancia, fondatori di Accademia Crescita Personale – Meritidiesserefelice.
Cosa succede al cervello al risveglio?
Al risveglio, il nostro cervello è in una fase di transizione in cui la neuroplasticità è al suo apice: i primi minuti sono decisivi per stabilire se a guidarci sarà il nostro centro strategico (corteccia prefrontale) o l’amigdala, centro della reazione istintiva. Controllare lo smartphone appena svegli significa consegnare il controllo della giornata al caos. Bastano invece pochi gesti mirati per proteggere le nostre risorse cognitive all’insegna del giusto focus.
Quali sono le pratiche previste dal Protocollo Minimo Efficace (PME) per una morning routine di benessere?
Bastano tre gesti in cinque minuti. Ecco quali sono:
- Idratazione e luce: addio alle docce gelate come test di resistenza. Bere un bicchiere d’acqua per reidratarci ed esporsi 2-3 minuti alla luce naturale – anche dalla finestra – consente di bloccare la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.
- “Brain Dump” strategico: non serve dedicarsi a lunghi diari della gratitudine o a routine di bellezza che possono generare stress. Basta scrivere su un foglio la risposta a una sola domanda: “Qual è l’unica cosa che, se completata oggi, renderà la mia giornata un successo?”. Questo sposta il cervello dalla modalità “reagire a tutto” a quella di “focalizzarsi sull’essenziale”.
- Silenzio deliberato: oggi la sfida più complessa è saper resistere alla sovrabbondanza di stimoli. Non servono App costose o tecniche di meditazione complesse, basta concedersi 3-5 minuti di silenzio, seduti, senza input, per allenare la nostra capacità di non farci dirottare da ogni impulso.
Il protocollo Minimo efficace è utile per contrastare l’ansia da prestazione?
Il Protocollo Minimo Efficace è molto più potente di un’ora di rituali complessi che aggiungono solo stress. Per affrontare le nostre sfide quotidiane, non dimentichiamo anche il potere della visualizzazione, strumento prezioso per allenare il nostro sistema nervoso al successo, riducendo l’ansia da prestazione. Visualizzare in modo vivido noi stessi mentre teniamo una presentazione, ad esempio, permette al cervello di attivare le stesse aree motorie che si attiverebbero realmente in quella circostanza.
La vera self-leadership non si basa, in definitiva, su processi astratti e complessi, bensì sul preparare noi stessi per affrontare al meglio la realtà quotidiana.