Un sospiro di sollievo percorre la politica italiana e le famiglie degli attivisti: i quattro parlamentari italiani che facevano parte della “Global Sumud Flotilla” sono stati liberati dalle autorità israeliane.
L’annuncio della loro liberazione è giunto in mattinata, confermato dalla Farnesina. Il loro rientro in Italia è previsto in giornata con un volo di linea dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
I quattro parlamentari, identificati come il senatore Marco Croatti (M5S), l’eurodeputata Annalisa Corrado (PD), il deputato Arturo Scotto (PD) e l’eurodeputata Benedetta Scuderi (AVS/Greens), erano stati intercettati e fermati insieme ad altri attivisti mercoledì 1 ottobre. La Marina israeliana li ha fermati al largo delle coste di Gaza. La Flotilla, composta da decine di imbarcazioni, aveva l’obiettivo dichiarato di rompere il blocco navale israeliano. Voleva consegnare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza.
Le Condizioni dei Rilasciati: “Non C’è Stato Alcun Maltrattamento”
La notizia più rassicurante è arrivata direttamente dall’ambasciatore italiano in Israele, Luca Ferrari. Egli ha confermato che i parlamentari “stanno bene” e che “non c’è stato alcun maltrattamento” durante la loro detenzione.
L’ambasciata italiana a Tel Aviv si è immediatamente attivata dopo l’abbordaggio. Ha mantenuto stretti contatti con le autorità israeliane, in particolare con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Egli ha chiesto l’immediato rilascio dei rappresentanti istituzionali italiani. Il personale consolare si è schierato al porto di Ashdod e nelle sedi di detenzione per effettuare visite. Ha lavorato per il rilascio anche di tutti gli altri cittadini italiani e internazionali fermati, stimati in centinaia.
L’azione della “Global Sumud Flotilla” aveva fin da subito sollevato forti reazioni e un dibattito politico in Italia. Questo era diviso tra l’appoggio per la missione umanitaria e le preoccupazioni per le possibili conseguenze diplomatiche e di sicurezza. Il blitz israeliano ha riportato alla mente il tragico precedente della “Freedom Flotilla” del 2010.
Nonostante la liberazione dei parlamentari, la situazione per gli altri attivisti fermati rimane in evoluzione. Secondo le autorità israeliane, circa 470 attivisti della Flotilla sarebbero stati sottoposti a un processo di ispezione. Sarebbero in attesa di essere espulsi volontariamente con voli per l’Europa entro un paio di giorni.
Nel frattempo, il dibattito continua ad essere alimentato dalla notizia che un’imbarcazione della Flotilla, la nave Marinette, sarebbe riuscita a sfuggire ai controlli. Continua la navigazione verso Gaza, in aperta sfida al blocco navale.














