Il Governo Tira Dritto: “Il nostro obiettivo È la crescita”
La tensione sociale si acuisce in vista dell’approvazione definitiva della Legge di Bilancio. Venerdì prossimo scatta il primo sciopero generale indetto contro la Manovra economica del Governo, con i sindacati di base, in prima fila i Cobas, che chiamano alla mobilitazione i lavoratori di diversi settori, pubblici e privati.
L’annuncio dello stop, previsto per l’intera giornata, è il segnale che il pacchetto di misure varato dall’Esecutivo, pur concentrato su sgravi fiscali e sostegno alle imprese, non ha convinto le frange più radicali del sindacato, che lamentano una mancanza di attenzione verso i salari, la sanità pubblica e la precarietà.
Secondo quanto emerso dagli appelli dei promotori, lo sciopero non si limiterà a contestare gli aspetti economici più immediati, ma rappresenterà una protesta a tutto campo contro le politiche del Governo.
I Cobas, insieme ad altre sigle di base, puntano il dito contro l’impianto generale della Legge di Bilancio 2026 e di quella che è stata la Manovra 2025. Le critiche si concentrano in particolare:
Sui tagli alla spesa pubblica, soprattutto nel settore della Sanità e della Scuola.
Sulla mancata indicizzazione dei salari al costo della vita e sull’assenza di un rilancio del potere d’acquisto per lavoratori e pensionati.
Sulle politiche di appalti e subappalti, ritenute causa di maggiore precarietà.
La manifestazione di venerdì, che vedrà cortei e presidi nelle principali città italiane, anticipa un autunno caldo di mobilitazioni e segna una netta distanza tra le posizioni del Governo e parte del mondo del lavoro.
Di fronte alla protesta, l’Esecutivo mantiene la linea e ribadisce con forza la validità del suo impianto economico. Fonti governative hanno sottolineato come l’obiettivo primario della Manovra sia la crescita economica del Paese, condizione necessaria per migliorare il benessere di tutti i cittadini.
“Abbiamo costruito una Manovra che risana i conti pubblici, riduce la pressione fiscale e incentiva gli investimenti, soprattutto in innovazione e a favore delle imprese,” ha dichiarato un esponente di maggioranza.
Tra le misure cardine, l’Esecutivo ricorda:
La riduzione della pressione fiscale (confermando la revisione dell’IRPEF e il taglio del cuneo fiscale).
Il sostegno alle famiglie e alla natalità (con modifiche all’Assegno Unico e bonus specifici).
Incentivi per le imprese (rifinanziamento della Nuova Sabatini e credito d’imposta per la Ricerca & Sviluppo).
L’orientamento è quello di andare avanti con la discussione parlamentare della Legge di Bilancio 2026, minimizzando l’impatto delle proteste e puntando sui risultati attesi in termini di aumento del Prodotto Interno Lordo (PIL) – sebbene le ultime stime europee abbiano tagliato le previsioni di crescita per l’Italia nel 2025 e 2026.
La giornata di venerdì sarà dunque il primo vero banco di prova per il Governo sul fronte del consenso, con l’attenzione puntata su quanti lavoratori aderiranno allo sciopero e sull’effettivo impatto che questo avrà sui servizi essenziali.