Il Femminicidio è reato autonomo: legge approvata all’unanimità, cosa cambia nel Codice Penale

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Parlamento italiano ha compiuto un passo storico.

La Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva e all’unanimità il disegno di legge che introduce il reato autonomo di femminicidio all’interno del Codice Penale.

La nuova normativa, frutto di un accordo trasversale tra maggioranza e opposizioni, sancisce un importante riconoscimento della natura strutturale e di genere della violenza contro le donne.

L’Introduzione dell’Articolo 577-bis c.p.
La novità più significativa è l’introduzione del nuovo articolo 577-bis nel Codice Penale. Questo articolo disciplina il femminicidio non più solo come un omicidio con aggravanti generiche. Infatti, viene trattato come una specifica fattispecie di reato.

L’omicidio è definito femminicidio quando la vittima è una donna e l’atto è commesso in quanto donna. Le motivazioni includono odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso, o il rifiuto da parte della donna di instaurare o proseguire una relazione affettiva o sessuale. Anche il limitare le libertà individuali della donna rientra tra le motivazioni.

La pena prevista per il reato di femminicidio è l’ergastolo. La norma si colloca tra le ipotesi più gravi previste dall’ordinamento. Tuttavia, prevede che in presenza di circostanze attenuanti specifiche la pena non possa essere inferiore a un minimo stabilito (ad esempio, 15 anni in concorso con più attenuanti).

Il provvedimento non si limita all’introduzione del nuovo reato. Anzi, rafforza anche l’intero sistema di protezione e supporto per le vittime di violenza e i loro familiari:

Vengono estese e rafforzate le tutele per gli orfani di femminicidio, anche in caso di coppie non formalizzate.

L’accesso al patrocinio a spese dello Stato (patrocinio gratuito) viene esteso e garantito anche in deroga ai limiti di reddito. Ciò vale per le persone offese da tentato femminicidio e altri gravi reati di violenza.

Viene modificata la fattispecie di reato per i maltrattamenti in famiglia. Questo diventa applicabile anche agli ex partner non conviventi ma che hanno figli in comune.

Viene eliminato il tetto temporale di 45 giorni per le intercettazioni. Questo riguarda i più gravi reati di violenza contro le donne.

Formazione Obbligatoria: Prevista una formazione obbligatoria e specifica per chi opera nel sistema giudiziario, nelle forze dell’ordine e in quello sanitario. Ciò dovrebbe garantire una maggiore preparazione sul tema della violenza di genere.

Nonostante l’accordo sul femminicidio, la giornata è stata segnata anche da una battuta d’arresto. È slittato, infatti, l’esame e il voto del disegno di legge che avrebbe dovuto introdurre una nuova definizione di violenza sessuale. Questa si sarebbe fondata sul principio che un rapporto sessuale senza consenso è reato.

L’iniziativa di far slittare l’approvazione al Senato è arrivata dalle forze di maggioranza, generando polemiche e delusione. Ciò ha deluso i sostenitori della misura, che vedevano nella doppia approvazione un segnale di civiltà cruciale per il 25 novembre.

L’approvazione del reato autonomo di femminicidio è stata salutata come un risultato importante e un segnale di coesione politica contro la violenza.

Tuttavia, esperti e associazioni sottolineano che, sebbene la repressione e l’inasprimento delle pene siano necessari, la vera svolta arriverà solo con un massiccio impegno sulla prevenzione. Questa dovrebbe avvenire attraverso l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, il sostegno economico alle donne e un finanziamento adeguato ai centri antiviolenza.