Strage infinita: un femminicidio ogni tre giorni nel 2024

Licata, uccide la famiglia e si suicida: 4 persone vittime dell'ennesima violenza domestica



Secondo i dati Istat, sono state 106 le vittime nel 2024, un numero che conferma la violenza di genere come piaga strutturale del Paese.



La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre oggi 25 novembre, è macchiata da un bilancio drammatico. Nel corso del 2024, in Italia, è stato commesso un femminicidio ogni tre giorni. Lo rivelano i dati ufficiali dell’Istat, pubblicati in concomitanza con la ricorrenza. Questi dati stimano in 106 le donne uccise per motivi di genere nell’arco dell’anno.

Il dato si inserisce in un contesto dove il totale degli omicidi è lievemente in calo. Tuttavia, non per quanto riguarda le donne, la cui vulnerabilità rimane un nodo irrisolto.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il fenomeno dei femminicidi continua a manifestarsi. La prevalenza è all’interno delle mura domestiche e nella sfera affettiva.

Su un totale di 116 donne uccise nel 2024, ben 106 sono classificabili come vittime di femminicidio. Si tratta del 91,4% degli omicidi di donne. Questa percentuale testimonia la radice di genere in quasi tutti i casi.

La maggior parte dei delitti si consuma per mano di chi era o è parte della vita della vittima. Infatti, 62 donne sono state uccise nell’ambito della coppia, dal partner o ex partner. Inoltre, 37 donne sono state uccise da un altro parente. Questi numeri confermano che, per troppe donne, la casa e le relazioni intime restano i luoghi più pericolosi. L’accanimento sul corpo della vittima (come strangolamento, soffocamento, coltellate) è un tratto ricorrente. Ciò evidenzia la volontà di dominio e la ferocia con cui vengono commessi questi crimini.

Analizzando la distribuzione territoriale dei femminicidi, l’Istat conferma la maggiore incidenza al Nord. Tuttavia, la violenza è diffusa in tutta la Penisola:
Nord: 41 vittime (48,2% del totale).
Sud: 25 vittime (29,4%).
Centro: 19 vittime (22,4%).

I numeri, seppur drammatici, ribadiscono la necessità di un’azione coordinata e strutturale. Questa azione deve andare oltre la mera risposta emergenziale.

Serve un impegno costante nella prevenzione e nella formazione culturale. Inoltre, nel potenziamento della rete di supporto per le donne a rischio, a partire dai centri antiviolenza e dal numero di pubblica utilità 1522.

L’analisi Istat è stata rilasciata in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre 2025.