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“Cara Mariangela
la tua rubrica è sempre fonte di spunti di riflessione, soprattutto quando leggo lettere che riguardano le dinamiche relazionali. Mi ha colpito tanto la tematica dell’incomunicabilità in una coppia. La sento molto vicina a ciò che sto vivendo nel mio rapporto con A. che conosco da una vita. Dal di fuori siamo “la coppia perfetta” ben assortita con tanto di approvazione tra amici e parenti.
Il nostro problema è che non sappiamo litigare. Ci sono cose che mi fanno arrabbiare e non poco ma non sono proprio capace di esprimere la mia rabbia in maniera efficace. Quando esplodo do di matto e mi sento dire da A: “Sei estrema!”, “Esageri sempre”, “Non abbiamo bisogno di litigare”.
Questa idea di perfezione che ci hanno cucito addosso mi sta stretta. Quelle poche volte che ho parlato a mia madre della mia insoddisfazione, della mia incapacità di esporre in maniera efficace le ragioni delle mie “esplosioni di rabbia” mi sono sentita dire “Guarda che un tipo come A non lo trovi da nessuna parte”. Luigia”Cara Luigia,
il problema grande al giorno d’oggi è che le coppie oltre a non saper comunicare non sanno nemmeno litigare. Ci hanno insegnato erroneamente che” le coppie giuste” sono quelle che non litigano. Di conseguenza, se una coppia litiga, significa che tra lui e lei c’è qualche problema di incompatibilità. L’amore, tuttavia, è anche fatto di scontri costruttivi.
La conseguenza di queste false credenze è che stanno sempre più aumentando le persone che all’interno di una coppia vivono una sorta di malcontento che spazia dal sentirsi svalorizzati al vivere situazioni di ansia e rabbia repressa che a lungo andare si ripercuotono sulla qualità della vita di coppia. È un sacrosanto diritto esprimere ciò che non ci fa star bene in una coppia e anche litigare. Chi davanti alle nostre manifestazioni di malcontento ci dice “Non c’è bisogno di prendersela!”, “Stai esagerando!” sta focalizzando la sua attenzione non sulla ragione del malcontento o della nostra manifestazione di ciò che proviamo attraverso le emozioni (In casi più diffusi la rabbia e la tristezza) ma solo ed unicamente sulla nostra reazione facendoci sentire sbagliati. Il vero amore richiede anche la capacità di risolvere i conflitti.
È questo un modo palese di svalutare l’altro compreso ciò che prova e ciò che sente. Nei casi peggiori si possono manifestare casi di manipolazione emotiva. Questi tendono a far sentire l’Altro colpevole, inadeguato, incapace di stare in coppia. C’è chi rinuncia persino a manifestare il proprio malcontento. A mio parere bisognerebbe imparare a litigare con un’adeguata comunicazione assertiva. In questo modo, non si cede a comportamenti passivo aggressivi che in molti casi potrebbero solo peggiorare la situazione. Così si può preservare l’amore autentico.
Comunicare in maniera assertiva significa esprimere ciò che ci sta a cuore in modo chiaro, preciso e coerente e serve per costruire confini netti e relazioni sane. Per litigare “bene” bisogna saper ascoltare davvero e in maniera attiva ciò che il partner ci sta dicendo. Soprattutto, bisogna farlo senza bloccarlo o sparare giudizi. La verità è che molte discussioni possono rivelarsi davvero costruttive per la coppia stessa. Lo diventano solo se si partecipa attivamente al litigio, se ci si viene incontro, e se si cerca concretamente il dialogo e confronto. Se invece lo si teme o si scappa da esso si rischia di confinare la coppia in una sorta di spirale di incomprensioni e malcontento. A lungo andare risulta difficile liberarsene. Ci sono coppie che ormai si sono quasi convinte che quella spirale sia la normalità. Solo l’amore maturo può rompere la spirale.
Quella spirale anestetizza l’amore. Certe coppie non ne vogliono uscire perché, dopo tanti anni, temono di deludere le aspettative degli altri. Pensano a amici e parenti come se la felicità e la serenità in una coppia dipendesse dagli altri. Dipende anche dall’approvazione altrui del proprio status sentimentale. Spetta a te, cara Luigia, prendere la decisione di uscire dalla spirale. Infatti, è importante far valere le tue emozioni. Esse meritano ascolto, espressione e comprensione.
