Papa Leone XIV in Turchia: visita alla Moschea Blu, nessuna preghiera come i predecessori

Papa Leone durante l’udienza in Vaticano per il 60° anniversario della “Nostra Aetate”.





Il viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Turchia ha raggiunto oggi un momento cruciale e altamente simbolico con la visita alla maestosa Moschea Blu (Sultanahmet Camii) di Istanbul, il cuore pulsante dell’Islam turco.



L’ingresso del Pontefice, scalzo e accompagnato dal presidente per gli Affari religiosi, Safi Arpagus, è stato un gesto potente di dialogo interreligioso. Tuttavia, la dinamica dell’incontro ha subito evidenziato una netta differenza rispetto ai gesti compiuti dai suoi predecessori.

Mentre l’atmosfera all’interno della Moschea era carica di solennità, il momento di riflessione più atteso, cioè quello che per i Papi precedenti si era configurato come un “momento di raccoglimento silenzioso” interpretato come una preghiera, è stato gestito da Leone XIV in modo differente.
A chiarire l’accaduto è stato il muezzin stesso, che ha successivamente precisato: “Il Pontefice non ha pregato”.

Questo dettaglio, apparentemente minore, riveste un peso significativo nel contesto della diplomazia religiosa. Durante le visite alla Moschea Blu, sia Papa Benedetto XVI nel 2006 sia Papa Francesco nel 2014, si erano soffermati in un lungo silenzio, testa chinata. Questo era un gesto di profondo raccoglimento che era stato universalmente letto come una preghiera comune, sebbene non formale.

Leone XIV, pur abbracciando pienamente il percorso di collaborazione e dialogo con il mondo musulmano, come ribadito in più occasioni durante il suo viaggio, ha scelto di non replicare tale gesto. Questa decisione si configura come una scelta deliberata. Essa è volta a marcare una distinzione tra il rispetto per il luogo di culto e l’atto di preghiera confessionale. Si intende evitare possibili ambiguità interpretative.

Nonostante la diversa dinamica nella Moschea Blu, il messaggio complessivo del Pontefice in Turchia rimane in linea con l’impegno per la pace e il rifiuto del fondamentalismo. Nel pomeriggio è previsto l’incontro ecumenico con il Patriarca Bartolomeo I. Tuttavia, il Pontefice ha già lanciato un forte appello.

Leone XIV ha chiesto di respingere con forza “l’uso della religione per giustificare la guerra e la violenza, come ogni forma di fondamentalismo e di fanatismo”. Ha esortato invece a percorrere le vie dell'”incontro fraterno”, del “dialogo” e della “collaborazione”.

Questa posizione, se da un lato rassicura sul fronte del dialogo interreligioso, dall’altro solleva interrogativi sulle ragioni di una deviazione così marcata dalla prassi stabilita dai suoi predecessori. Ciò avviene in un luogo simbolico come la Moschea Blu.

È possibile che il Papa abbia voluto sottolineare la necessità di un dialogo che rispetti la specificità e la non-fusione delle diverse fedi. Questo dovrebbe essere pur nel massimo rispetto reciproco.