La crisi dell’ex Ilva continua a tenere in scacco l’industria italiana, in particolare lo stabilimento di Genova Cornigliano. Infatti, c’è una situazione di forte tensione culminata oggi in una nuova giornata di proteste e blocchi stradali.
Il governatore della Liguria, Marco Bucci, al termine di un colloquio con il commissario di Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria, si è rivolto ai lavoratori in presidio. Ha portato notizie che lui stesso ha definito “poco buone” da Roma.
Il nodo cruciale risiede in un paradosso finanziario: i fondi ci sarebbero, ma sono bloccati. Questo è a causa di un vincolo imposto dalla legge europea che non consente l’uso immediato. Si parla in particolare di circa 15 milioni di euro non impiegabili. Tali fondi potrebbero essere cruciali per la manutenzione straordinaria e per mantenere attiva la produzione di banda stagnata. In questo modo, si scongiurerebbe il rischio di chiusura per il polo del Nord.
La comunicazione di Bucci ha ulteriormente esacerbato gli animi dei lavoratori. Pertanto, con i sindacati, hanno rilanciato la mobilitazione con uno sciopero a oltranza. La protesta, che ha coinvolto anche i lavoratori di Ansaldo Energia, ha paralizzato la città. Infatti, ha bloccato l’accesso all’aeroporto Cristoforo Colombo, l’autostrada A10 e il Ponte San Giorgio.
Il messaggio unanime dei manifestanti è rivolto al Governo: “Non smobilitiamo” e “vogliamo risposte e non faremo sconti a nessuno”. Il Consiglio di fabbrica e le sigle sindacali chiedono un tavolo unico urgente a Palazzo Chigi con la premier Giorgia Meloni. L’obiettivo è ottenere il ritiro del piano di chiusura che minaccia il futuro di circa mille famiglie e dell’intera siderurgia nazionale.
La crisi dell’ex Ilva non riguarda solo Genova. Infatti, la mobilitazione e lo sciopero a oltranza interessano anche lo stabilimento di Taranto, dove i sindacati hanno bloccato la Statale 100.
Il governatore Bucci si è schierato apertamente al fianco degli operai, ribadendo un concetto che definisce “non negoziabile”: “l’acciaio a Genova non deve chiudere”. Bucci si è impegnato a lavorare per lo sblocco dei fondi. Non ha escluso ipotesi alternative, come la nazionalizzazione o lo “spezzatino” del gruppo. Queste misure garantirebbero la continuità produttiva dello stabilimento ligure, considerato un asset strategico.
L’obiettivo immediato è ottenere una soluzione tampone per la produzione di 45 mila tonnellate di banda stagnata.
I lavoratori dell’ex Ilva di Genova in presidio e i loro sindacati ribadiscono la necessità di ottenere risposte chiare dal Governo. In questo video il governatore Bucci si rivolge a loro: Ex Ilva, Bucci ai lavoratori: “Genova deve continuare a fare acciaio”.