Migranti, Piantedosi: “Consolidiamo il -60% degli arrivi. Sui rimpatri siamo a quota 6mila”

Il ministro dell’Interno alla Conferenza degli Ambasciatori: risultati concreti su flussi irregolari e rimpatri volontari

Il Governo rivendica risultati significativi nella gestione dei flussi migratori, affrontando in modo efficace la questione dei migranti. Durante la XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori, dedicata al tema “La sfida migratoria quale priorità internazionale”, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha tracciato un bilancio dell’azione portata avanti negli ultimi due anni.

“I risultati che stiamo registrando dimostrano che la strada è quella giusta: questo è il secondo anno che consolidiamo un dato di riduzione dei flussi irregolari verso l’Italia di oltre il 60%”, ha dichiarato Piantedosi nel suo intervento.

Flussi irregolari in forte calo: -60% confermato per il secondo anno

Secondo il Viminale, il dato segna una inversione strutturale di tendenza rispetto agli anni precedenti, caratterizzati da numeri in costante crescita. La riduzione degli arrivi irregolari viene presentata come il risultato di una strategia multilivello che combina controllo delle frontiere, cooperazione internazionale e azione diplomatica.

Il ministro ha sottolineato come il calo non sia episodico ma consolidato nel tempo, a dimostrazione – secondo il Governo – della solidità del modello adottato.

Rimpatri in aumento: “Stiamo per superare quota 6mila”

Sul fronte dei rimpatri, Piantedosi ha evidenziato un altro dato ritenuto centrale dall’esecutivo:
“Rispetto al numero di rimpatri stiamo per superare la soglia di 6mila, con una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti”.

Un aumento che il ministro collega sia al rafforzamento delle procedure di rimpatrio forzato sia allo sviluppo di strumenti alternativi.

Rimpatri volontari assistiti: quasi mille in Italia, migliaia dal Nord Africa

Particolare attenzione è stata riservata al meccanismo dei rimpatri volontari assistiti, considerato uno strumento complementare e meno conflittuale.

“Sfioreremo circa i mille rimpatri volontari assistiti in Italia. Sono ancora pochi – ha ammesso Piantedosi – ma è un’iniziativa su cui ci siamo strutturati solo di recente”.

A questi si aggiungono, secondo il ministro, decine di migliaia di rimpatri volontari realizzati grazie alla cooperazione con Paesi chiave come Libia, Tunisia e Algeria, nell’ambito di accordi bilaterali e programmi condivisi con le autorità locali.

Sicurezza e cooperazione: “Non sono in contrapposizione”

Nel suo intervento, Piantedosi ha voluto ribadire la filosofia alla base dell’azione del Governo:
“Si tratta di risultati importantissimi, frutto di un metodo fondato sulla coerenza tra interventi operativi, azione diplomatica e coinvolgimento responsabile dei Paesi partner”.

Un approccio che, secondo il titolare del Viminale, non contrappone sicurezza e cooperazione, ma le integra, puntando a una gestione strutturata e condivisa del fenomeno migratorio.

Una strategia che guarda all’Europa

Il messaggio lanciato dal ministro si inserisce nel più ampio dibattito europeo sulla gestione delle migrazioni. L’Italia rivendica un ruolo attivo e propone il proprio modello come riferimento per una politica comune basata su controlli, accordi internazionali e responsabilità condivise.

La sfida migratoria resta aperta, ma per il Governo i numeri certificano una direzione precisa: meno arrivi irregolari, più rimpatri e maggiore cooperazione con i Paesi di origine e transito.