E intanto riapre il canale con Trump. Meloni: Una linea rossa tracciata sulla Carta Costituzionale e uno sguardo rivolto oltreoceano.
Giorgia Meloni definisce con chiarezza la postura dell’Italia nello scacchiere internazionale, tra la crisi in Medio Oriente e il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca.
Il punto fermo della giornata è il rifiuto categorico di entrare nel Board per Gaza. La Premier è stata netta: l’Italia non accetta il Board alle condizioni attuali. Non si tratta di un disimpegno umanitario, ma di una questione di gerarchia delle fonti e di rispetto delle regole nazionali.
“Esistono problemi costituzionali insormontabili”, ha spiegato Meloni. La partecipazione a un organismo di gestione territoriale in una zona di conflitto richiede una copertura giuridica e parlamentare. Al momento, questa copertura non garantisce i requisiti di legittimità necessari per l’Italia.
Facendo scudo con la Costituzione, la Premier evita il rischio di trascinare il Paese in un organismo dai contorni ambigui. Inoltre, ribadisce che l’impegno italiano deve sempre muoversi entro i binari della legalità e della sovranità.
Nonostante il fermo e convinto appoggio all’Ucraina, Meloni si trova a gestire la fase più complessa del rapporto con Mosca. Se la cava con pragmatismo: mantenere la faccia dura contro l’aggressione di Putin, ma senza farsi escludere dai tavoli diplomatici che contano.
Dopo il colloquio al Colle con il Presidente Mattarella, il messaggio è chiaro: l’Italia resta nel blocco occidentale. Tuttavia, non vuole essere un attore passivo. La sfida è restare rilevanti anche quando lo scenario bellico muta. Bisogna evitare che la coerenza pro-Kiev diventi un limite alla capacità di manovra diplomatica.
In TV, la Premier ha poi accelerato sul fronte statunitense. Con Donald Trump stabilmente alla guida degli Stati Uniti, Meloni ha indicato la rotta: “Ripristinare immediatamente la comunicazione”.
Non c’è spazio per le esitazioni ideologiche della vecchia Europa. Anzi, per Meloni, l’asse con Washington è vitale e l’Italia deve giocare il ruolo di ponte privilegiato tra le due sponde dell’Atlantico. In questo modo, può sfruttare l’affinità politica con la nuova amministrazione.
Tra un dossier su Gaza e una riflessione strategica su Trump, la Premier non perde la sua maschera comunicativa più efficace. Con la battuta finale, quella della “sono sempre una ragazza della Garbatella non è facile districarsi”, mostra di non lasciarsi impressionare dai palazzi del potere o dallo scacchiere internazionale. Questo approccio serve evidentemente a blindare il consenso interno.
È il suo modo di dire che, pur muovendosi tra i giganti della terra e i commi della Costituzione, non ha perso il contatto con la realtà del suo popolo. Vuole anche dare una risposta a chi la riteneva inadeguata.
Giorgia Meloni blinda la partecipazione italiana a Gaza ponendo un limite costituzionale, rifiutando i board che non offrano garanzie. Inoltre, punta tutto sul pragmatismo: fermezza con Putin, ma dialogo aperto con Trump per non restare isolati come alleati.
