L’annuncio è arrivato: quest’anno il Ministero ha bussato alle porte dei licei classici non con una versione di greco, ma con le funzioni e gli integrali.
Se per molti studenti il primo istinto è quello di chiudere il vocabolario e disperarsi, un’analisi più attenta rivela che questa scelta non è un attacco alla tradizione, ma un ritorno alle origini del pensiero occidentale. In molti si stanno interrogando sulle nuove Materie alla Maturità e su come queste modifichino il percorso del liceo classico.
Per troppo tempo abbiamo diviso il sapere in compartimenti stagni: da una parte le “belle lettere”, dall’altra i “numeri freddi”. Tuttavia, i grandi filosofi che si studiano al classico, da Talete a Pitagora, fino a Platone, non facevano questa distinzione. Per loro, la geometria era la via d’accesso alla verità metafisica. Portare la matematica in seconda prova significa ricordare che un intellettuale moderno deve saper leggere sia un esametro che un grafico statistico. Le Materie alla Maturità sono quindi il riflesso di un cambiamento culturale importante.
Cosa fa uno studente quando traduce una versione di Tucidide? Analizza strutture, cerca nessi logici, applica regole sintattiche per risolvere un “enigma” testuale. Questo processo è incredibilmente simile alla risoluzione di un problema matematico. Materie alla Maturità come matematica e latino richiedono la stessa disciplina mentale: la capacità di astrazione.
La versione è un’equazione di parole.
La matematica è una sintassi di simboli.
Entrambe richiedono la stessa disciplina mentale: la capacità di astrazione.
Oggi, la comprensione della realtà passa inevitabilmente per i dati. Che si tratti di economia, intelligenza artificiale o sociologia, il linguaggio universale è quello matematico. Non dobbiamo dimenticare che anche le Materie alla Maturità riflettono queste esigenze.
Dare dignità alla matematica nell’esame di Stato del Classico significa dire che quegli studenti hanno gli strumenti per competere in ogni campo, senza complessi di inferiorità verso i percorsi scientifici. In conclusione, la scelta delle Materie alla Maturità contribuisce a formare cittadini più completi.
Spesso la difficoltà non sta nel contenuto, ma nel metodo con cui lo affrontiamo. Lo stesso vale per questa prova: non è una questione di formule a memoria, ma di approccio al problema.

