Il caro energia continua a mordere il tessuto produttivo italiano, trasformandosi in una vera e propria emergenza strutturale.
Nonostante le fluttuazioni dei mercati all’ingrosso, le fatture che arrivano sulle scrivanie di imprese e commercianti restano insostenibili, alimentando una tensione sociale ed economica che richiede interventi immediati.
Il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, è tornato a ribadire l’urgenza di un cambio di passo. Secondo Orsini, il costo dell’energia in Italia rappresenta un gap di competitività non più colmabile con la sola resilienza delle imprese.
“Non c’è più tempo per i tatticismi”, ha dichiarato Orsini. “Serve una soluzione rapida che metta in sicurezza le nostre filiere. Senza costi energetici allineati alla media europea, rischiamo la deindustrializzazione”.
La richiesta è chiara: servono misure strutturali, come il rilascio di gas nazionale a prezzi controllati (gas release) e un’accelerazione sulle rinnovabili, piuttosto che semplici bonus una tantum.
Se l’industria soffre, il settore del terziario è allo stremo. L’ultimo report di Confcommercio dipinge un quadro drammatico per i piccoli esercizi commerciali.
In media, un piccolo negozio di vicinato arriva a pagare circa 2.000 euro al mese solo di luce e gas.
Con l’inflazione che frena i consumi, i commercianti non possono traslare i costi sui prezzi finali senza perdere clienti.
Molte attività storiche stanno valutando la cessazione dell’attività, impossibilitate a coprire i costi fissi con gli incassi quotidiani.
Tutti gli occhi sono ora puntati sul Governo e sul prossimo DL Energia. Il provvedimento è atteso come una boccata d’ossigeno, ma le aspettative sono alte e diversificate. Le imprese chiedono:
Proroga e rafforzamento dei crediti d’imposta per le aziende energetiche e non energetiche.
Semplificazione burocratica per l’installazione di impianti di autoproduzione.
Interventi sugli oneri di sistema, che continuano a pesare in modo sproporzionato sulle bollette finali.
Il rischio, avvertono le associazioni di categoria, è che un decreto troppo timido possa arrivare fuori tempo massimo, quando molte saracinesche saranno già abbassate definitivamente.

