La settimana finanziaria si apre sotto il segno di una violenta ondata di vendite. Le borse europee e asiatiche registrano cali pesanti, innescati dall’aggravarsi delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, con il conflitto che coinvolge direttamente l’Iran.
Il timore di un’interruzione delle forniture energetiche e l’instabilità globale spingono gli investitori verso i beni rifugio, rafforzando il dollaro e facendo volare i prezzi delle materie prime.
Piazza Affari e l’Europa in Affanno
A Milano, il Ftse Mib apre la seduta con una perdita che sfiora il 2,4%, scendendo sotto la soglia dei 46.100 punti.
La situazione non è migliore nel resto del Vecchio Continente:
Madrid (Ibex 35): la peggiore, con un crollo del 3,0%.
Francoforte (Dax): cede il 2,3%.
Parigi (Cac 40): perde circa il 2,0%.
A soffrire maggiormente sul listino milanese sono i titoli bancari (con cali superiori al 4% per Intesa Sanpaolo, UniCredit e MPS) e il settore dell’automotive, guidato dal tracollo di Stellantis (-5,3%). In controtendenza solo il comparto della difesa (Leonardo +5,1%) e gli energetici (Eni +4,1%), che beneficiano del rialzo dei prezzi di gas e petrolio.
La tempesta finanziaria era già iniziata nella notte sui mercati asiatici. Tokyo ha chiuso in netto ribasso, influenzata dai timori per l’economia globale.
Anche le piazze cinesi hanno segnato il passo, con Hong Kong in calo del 2% e Mumbai a -1,8%. Solo Shanghai è riuscita a chiudere in territorio positivo (+0,5%), muovendosi in controtendenza rispetto al clima di generale avversione al rischio.
Sul fronte valutario, l’incertezza premia il biglietto verde. Il dollaro si rafforza contro tutte le principali valute: il cambio euro/dollaro scende dello 0,9%, portando la moneta unica intorno a quota 1,17.
La crisi in Medio Oriente ha incendiato i prezzi delle commodity energetiche:
Il Brent si mantiene stabilmente a ridosso degli 80 dollari al barile.
Il WTI balza sopra i 73 dollari (+9%).
Ad Amsterdam, il prezzo del gas (Ttf) subisce un’impennata del 24,7%, toccando i 39,86 euro al MWh.
“L’instabilità dell’area sta già avendo ripercussioni tangibili sulla logistica globale, con migliaia di voli cancellati e gli hub di Dubai e Doha in forte difficoltà,” commentano gli analisti.
