Escalation in Iran, Conte: “Non si può affidare alle bombe il cambio di regime”

Le tensioni in Medio Oriente continuano a crescere e il dibattito politico italiano si accende. Durante l’audizione congiunta dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto nelle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha espresso forte preoccupazione per la situazione in Iran e nel Golfo Persico, definendola “un disastro, un’escalation senza limiti”




Conte ha respinto l’idea, attribuita secondo lui alla narrazione del centrodestra, che l’opposizione sarebbe indulgente verso Teheran. Ha ricordato che “noi siamo scesi in piazza contro quel regime feroce”, sottolineando come il M5S abbia sempre condannato le violazioni dei diritti umani in Iran.

Allo stesso tempo, ha messo in guardia contro la tentazione di sostenere interventi militari o strategie di destabilizzazione armata: “Non possiamo affidare alle bombe i cambi di regime perché la storia non ci consiglia mai interventi del genere”

Conte ha quindi chiesto al governo di chiarire la propria posizione, soprattutto alla luce dell’intensificarsi degli attacchi e dei rischi per i cittadini italiani presenti nell’area.


Nel suo intervento, l’ex presidente del Consiglio ha denunciato la gravità degli ultimi sviluppi: “È un disastro, un’escalation senza limiti con vittime civili, missili sui nostri connazionali”

Il riferimento è alle recenti tensioni tra Iran e Stati Uniti e ai lanci missilistici che hanno coinvolto anche aree in cui si trovavano cittadini italiani, tema al centro dell’informativa urgente dei ministri Tajani e Crosetto.


Il clima dell’audizione è stato particolarmente acceso. Secondo diverse ricostruzioni, il confronto tra Conte e Tajani ha portato anche a momenti di tensione verbale, con scambi polemici che hanno evidenziato la distanza tra maggioranza e opposizione sulla gestione della crisi mediorientale


Le parole di Conte si inseriscono in un dibattito più ampio sulla postura internazionale dell’Italia. Da un lato, la necessità di tutelare i cittadini e gli interessi nazionali; dall’altro, la scelta di una strategia diplomatica che eviti un ulteriore deterioramento della situazione.

Il leader M5S ha insistito sulla necessità di una posizione chiara e coerente da parte del governo, ribadendo che “non possiamo illuderci che il regime si faccia di lato”, ma che la risposta non può essere militare.