Libano sotto attacco: migliaia in fuga da Beirut e dal Sud



Il Libano precipita nuovamente nel caos. Nelle ultime ore, un’imponente ondata di attacchi aerei israeliani ha colpito la periferia sud di Beirut e numerose località nel meridione del Paese, scatenando un esodo di massa della popolazione civile.

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute libanese, il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 31 morti e oltre 150 feriti.

La nuova escalation è stata innescata da un avvertimento formale dell’esercito israeliano (IDF), che ha emesso ordini di evacuazione immediata per 55 città e villaggi libanesi. Il portavoce militare ha intimato ai residenti di allontanarsi di almeno un chilometro da qualsiasi struttura legata a Hezbollah.

L’annuncio ha scatenato il panico immediato:

Il sobborgo di Dahieh, roccaforte di Hezbollah, si è svuotato in poche ore. Le immagini mostrano autostrade intasate da scooter e auto che cercano di farsi strada tra le macerie dei precedenti bombardamenti.

A Tiro, lunghe code si sono formate presso i distributori di benzina mentre migliaia di famiglie hanno iniziato la risalita verso nord, spesso viaggiando contromano per sfuggire agli ingorghi.

Un conflitto regionale in espansione
Gli attacchi israeliani giungono in risposta a una pioggia di razzi e droni lanciati da Hezbollah verso il nord di Israele, in quella che il gruppo ha definito una rappresaglia per l’uccisione della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, avvenuta nei giorni scorsi.

Il capo dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, ha dichiarato che la campagna offensiva è appena iniziata e potrebbe durare “molti giorni”.

Fonti della sicurezza non escludono che l’operazione possa evolvere in un’ampia invasione di terra, con l’obiettivo dichiarato di smantellare definitivamente le capacità militari di Hezbollah al confine.

Mentre i caccia continuano a solcare i cieli di Beirut, la situazione per i civili è al limite del collasso. Molti profughi non sanno dove andare: i rifugi temporanei sono già saturi e la capitale fatica a gestire l’improvviso afflusso di sfollati dal sud.

Il presidente statunitense Donald Trump, parlando dalla Casa Bianca, ha previsto che il conflitto regionale potrebbe durare ancora diverse settimane, definendo le operazioni in corso come necessarie per colpire i vertici del “regime” e i suoi alleati.

Nel frattempo, i mercati globali reagiscono con nervosismo: la chiusura dello Stretto di Hormuz e l’estensione del conflitto al Libano hanno già fatto schizzare il prezzo del petrolio del 13%.