Tajani: «L’Italia non è isolata, seguiamo la linea comune dell’Unione Europea»

Il Vicepremier e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito con forza la posizione dell’Italia nel contesto internazionale.



Intervenendo oggi, davanti alle commissioni congiunte di Camera e Senato, il titolare della Farnesina ha risposto alle critiche su un presunto isolamento del nostro Paese. Inoltre, ha smentito categoricamente tale lettura.

Al centro delle dichiarazioni di Tajani c’è l’esistenza di un documento comune approvato dall’Europa. Questo documento funge da bussola per l’azione diplomatica italiana.

«La nostra linea politica è quella dell’Unione Europea», ha spiegato il Ministro. Ha anche sottolineato che l’Italia ha partecipato attivamente alla stesura e all’approvazione del testo durante l’ultima riunione dei vertici comunitari.

L’informativa del Ministro si è concentrata in particolare sulla crisi in Iran e sulla delicata situazione nel Medio Oriente. Tajani ha chiarito che ogni passo intrapreso da Roma avviene in stretto coordinamento con i partner di Bruxelles. Così garantisce che la voce dell’Italia rimanga centrale nei processi decisionali continentali.

Tajani ha colto l’occasione per rilanciare la necessità di una Difesa comune europea. Si tratta di un tema che considera fondamentale per non restare schiacciati tra le grandi potenze mondiali.

Il rapporto con gli Stati Uniti resta un pilastro. Tuttavia, ora vi è una consapevolezza nuova della capacità europea di agire autonomamente.

L’Italia rivendica il suo ruolo di ponte e osservatore nei tavoli di pace. Ciò è stato dimostrato dai recenti colloqui per il “Board of Peace” dedicato alla ricostruzione di Gaza.

«Non siamo affatto isolati. Abbiamo approvato una linea che l’intera UE sta seguendo. Chi sostiene il contrario non guarda alla realtà dei fatti e al lavoro diplomatico che svolgiamo quotidianamente nelle sedi internazionali.»

Le parole di Tajani arrivano in un clima di grande apprensione anche oltretevere. Solo ieri, durante l’Angelus della seconda domenica di Quaresima, Papa Leone XIV è tornato a invocare il dialogo di fronte ai venti di guerra che soffiano tra Medio Oriente e Asia centrale. Inoltre, ha definito la pace come «l’unico dono capace di sanare le ferite tra i popoli».

Un richiamo alla concordia che la diplomazia italiana, secondo Tajani, sta cercando di tradurre in atti politici concreti. Questo avviene all’interno della cornice europea.

L’attività diplomatica non si ferma: per il mese di marzo sono previsti nuovi incontri a Bruxelles per dare attuazione pratica al documento citato da Tajani. Tali incontri avranno un focus particolare sulla sicurezza delle rotte commerciali nel Mar Rosso e sulla stabilità energetica.