Miami : Dmitriev avvia nuovi colloqui con gli USA

Kirill Dmitriev, consigliere del presidente russo Vladimir Putin e figura chiave nella diplomazia economica del Cremlino, è arrivato a Miami.

Egli partecipa a una nuova sessione di negoziati con i rappresentanti dell’amministrazione statunitense.

La notizia è stata battuta dalle agenzie russe Tass e Interfax. Queste agenzie citano fonti informate sui dettagli della missione.

I temi sul tavolo: economia ed energia
Secondo quanto riportato da Interfax, l’attenzione di Dmitriev a Miami sarebbe focalizzata principalmente su questioni economiche. Infatti, questa attenzione prosegue il solco tracciato nei precedenti incontri di Ginevra.

Tuttavia, il contesto internazionale suggerisce che il dialogo sia molto più ampio:
I colloqui avvengono mentre gli Stati Uniti valutano un possibile allentamento delle sanzioni sul petrolio russo per stabilizzare i prezzi globali. Questi prezzi sono stati messi sotto pressione dalle recenti tensioni nel Golfo Persico.

Nonostante il focus economico, Dmitriev resta l’inviato speciale incaricato di discutere i punti di un potenziale piano di pace. Questo piano è già stato oggetto di incontri a fine 2025 tra l’inviato americano Steve Witkoff e figure vicine alla Casa Bianca. Tra queste figure, c’è anche Jared Kushner.

L’arrivo di Dmitriev in Florida segue di poche ore un colloquio telefonico tra il presidente Donald Trump e Vladimir Putin. Questo colloquio è stato definito dal Cremlino come “sostanziale”.

Questo dinamismo diplomatico conferma il ruolo di Dmitriev come “pontiere” tra Mosca e Washington. Infatti, egli sfrutta il suo profilo di manager finanziario (è a capo del fondo sovrano RDIF) per facilitare una distensione attraverso la cooperazione economica.

I negoziati di Miami non sono un evento isolato. Sono parte di un fitto calendario diplomatico che ha visto Dmitriev impegnato in diverse capitali. In queste capitali si sono tenute:
Trattative trilaterali con Ucraina e USA.
incontri tecnici sulla “tregua energetica”;
discussione sui dettagli operativi delle relazioni bilaterali; possibili sblocchi commerciali.

Mentre le agenzie ufficiali mantengono il riserbo sui risultati immediati, la presenza dell’inviato russo sul suolo americano è interpretata dagli analisti come il segnale di un negoziato ormai entrato in una fase operativa. Inoltre, questa fase potrebbe essere decisiva.