Il sentiment globale è dominato dal conflitto in corso e dal blocco dello Stretto di Hormuz, che ha spinto il prezzo del petrolio sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile (Brent a $103,14 e WTI a $98,71).
Wall Street: Ha chiuso la settimana con il terzo ribasso consecutivo. L’indice S&P 500 ha ceduto lo 0,6%, mentre il Nasdaq è sceso dello 0,9%, penalizzato dai giganti tecnologici e del software (Adobe, Microsoft, Apple).
Inflazione: Le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica, alimentata dai costi energetici, hanno spinto i rendimenti dei titoli di Stato verso l’alto, con il Treasury decennale statunitense che monitora con attenzione la soglia del 4%.
Piazza Affari: Nervosismo a Milano
La Borsa Italiana ha terminato la seduta di venerdì in territorio negativo, rispecchiando il clima di incertezza europeo. Il FTSE MIB ha chiuso a 44.316,92 punti (-0,31%).
Nonostante il calo generale, il settore energetico ha beneficiato del rialzo del greggio, mentre il comparto industriale e automobilistico. Per chi vuole approfondire le dinamiche della Borsa italiana, questo momento offre interessanti spunti sugli orientamenti degli investitori. La Borsa italiana continua a essere al centro dell’attenzione degli investitori. In questo contesto, la Borsa italiana è più che mai sotto i riflettori.








