Con l’aggravarsi del conflitto in Medio Oriente Piazza Affari sconta le tensioni geopolitiche e l’incertezza energetica.
Il Ftse Mib scivola a 44.217 punti, mentre Inwit segna la performance peggiore del listino
Apertura di seduta all’insegna del nervosismo per la Borsa di Milano. In un contesto europeo dominato dai timori per l’escalation militare in Medio Oriente, il listino meneghino avvia le contrattazioni in netto calo, con il Ftse Mib che cede l’1,17% scendendo a quota 44.217 punti.
L’intensificarsi degli scontri nella regione mediorientale continua a pesare sul sentiment degli investitori, innescando una fuga verso i beni rifugio e penalizzando i mercati azionari. A preoccupare è soprattutto il potenziale impatto sui prezzi dell’energia e sulla stabilità delle rotte commerciali, fattori che potrebbero alimentare ulteriormente l’inflazione globale.
I titoli a Piazza Affari: Inwit “maglia nera”
In questo scenario di vendite diffuse, spicca la prestazione negativa di Inwit, che si posiziona come “maglia nera” della mattinata. Il titolo delle infrastrutture per le telecomunicazioni risente maggiormente della pressione ribassista in un mercato che privilegia la liquidità.
Anche il comparto bancario e i titoli industriali mostrano segni di sofferenza, riflettendo il clima di incertezza generale. Al contrario, restano monitorati con attenzione i titoli del settore della difesa e gli energetici, che solitamente agiscono come contrappeso in fasi di crisi internazionale.
Milano non è sola nel territorio negativo: anche le altre principali piazze del Vecchio Continente hanno aperto con ribassi significativi, seguendo la scia delle chiusure deboli dei mercati asiatici. Gli analisti restano cauti, in attesa di sviluppi sul fronte diplomatico che possano allentare la morsa della crisi.











