Giornata mondiale della Poesia: tra valore espressivo e potere terapeutico di una forma espressiva speciale

Il giorno 21 Marzo è una data importante. Oltre a decorrere l’equinozio di Primavera si celebra La Giornata Mondiale della Poesia. Dal 1999 l’Unesco ha fissato questa data come giornata altamente significativa dal punto di vista artistico e letterario. In Italia, questa giornata si festeggia il compleanno di una delle più rappresentative poetesse, Alda Merini.

Il valore espressivo della Poesia

La Giornata Mondiale della Poesia è stata creata per ribadire l’importanza e il potere di questa forma artistica che spesso non trova facile diffusione. Eppure la Poesia ha un carattere e valore altamente espressivo. Essa è capace di unire popoli e culture diverse. Mediante le sue parole cariche di significato si creano contaminazioni artistiche inedite e una musicalità speciale.

La Poesia è in grado di connetterci alla nostra dimensione più profonda. Ecco perché si dice che essa eleva il nostro senso di umanità. Una poesia si ciba di vita reale o immaginaria, di sensazioni intense e sentimenti nobili e sinceri. Attraverso una poesia esploriamo un mondo inedito in cui etichette, definizioni o pregiudizi non esistono perché essa attinge da un mondo nuovo.

La Poesia, infatti, costruisce un Mondo Nuovo in cui convivono spazi vitali che non sono facilmente visibili e né tanto meno misurabili e definibili. In una Poesia ci si perde completamente con tutti i sensi.

Attraverso la poesia al poeta è chiesto di affrontare le ombre della realtà che lo circonda partendo da quelle interiori che continuamente lo assillano. Egli non le rigetta, come sostiene Alda Merini, ma le affronta e soprattutto le esprime raccontandole attraverso le sue “parole tradotte in versi“. Mediante le sue composizioni il poeta conquista l’immortalità. Egli lascia il segno del suo passaggio in un mondo che non gli apparterrà mai abbastanza.

Il valore terapeutico della Poesia

I Greci consideravano la Poesia uno strumento terapeutico per guarire dalla depressione. Grazie ad essa si intraprendeva un “viaggio esclusivo” dentro la propria anima e si arrivava a scoprire cose nuove e soluzioni ai propri problemi. Attraverso questa inedita introspezione ci si ritrovava più forti e vincenti.

Quando il nostro mondo interiore è “rotto”, intriso di malinconia e tristezza, la poesia può aiutarci a ricostruire gli spazi interiori. È una guida nei momenti carichi di caos e frenesia nei quali è inevitabile perdersi e sentirsi impotenti e disorientati.

La prima testimonianza terapeutica di poesia risale a più di 4300 anni fa. È un’ode alla dea Inana, composta da Enheduanna, poetessa dell’Arcadia. Molti studi sul valore terapeutico della poesia per la cura della depressione sono stati condotti dall’ Istituto Max Planck di Estetica Empirica di Francoforte. I suoi ricercatori hanno messo in evidenza la capacità di questa forma espressiva di metterci “a tu per tu con noi stessi”, di imparare a riconoscere e dare un significato alle proprie emozioni più vere e profonde.

In una vita così frenetica come quella odierna l’uomo ha bisogno di un linguaggio capace di gestire le difficoltà, di semplificarle, di giocare con esse, di sconfiggerle. Oggi la Poesia ci permette di dar vita ad una vera e propria catarsi. In questa sorta di rinascita interiore ci si libera di tutte le energie negative per rinascere e affrontare la vita con una marcia in più.