La Ministra del Turismo Daniela Santanchè ha rassegnato le proprie dimissioni.
La decisione, arrivata inaspettatamente nelle ultime ore, segna la fine del suo mandato a capo del dicastero di Via de’ Crociferi.
Le dimissioni arrivano al culmine di un periodo di forte pressione mediatica e politica. Secondo le prime indiscrezioni, la decisione sarebbe stata comunicata formalmente alla Presidenza del Consiglio. Così si apre di fatto una delicata fase di successione all’interno dell’esecutivo.
Mentre le opposizioni chiedono a gran voce un passaggio parlamentare per fare chiarezza sulla gestione del Ministero, la maggioranza si trova ora a dover gestire un rimpasto tecnico in tempi record.
Al momento non è stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale, ma fonti vicine alla Presidenza parlano di una “scelta sofferta ma necessaria” e di “tenere di più all’ amicizia ” e di essere ” abituata a lavare i suoi conti sebbene il certificato penale sia immacolato” .
Le dimissioni servono per permettere alla Ministra di difendersi nelle sedi opportune. Inoltre, servono alla Presidente Meloni per ricostruire la credibilità del suo governo.
Gli uffici del Turismo rimangono in attesa di indicazioni sulla nomina di un vicario o di un nuovo ministro.
Il Presidente della Repubblica dovrà ora accogliere formalmente le dimissioni su proposta della Premier. Resta da capire se la delega al Turismo rimarrà temporaneamente nelle mani della Presidenza del Consiglio. In alternativa, si procederà a un giuramento immediato.
*LETTERA DI DIMISSIONI*
Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi. Credo di avere svolto questo incarico al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione.
Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Inoltre, ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo. Ci tengo a dirlo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta.
Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato. Per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio.
Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione. Questo perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum. Infatti non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me. Va aggiunto che bisogna anche considerare il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.
Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro. Lui pure paga un prezzo alto.
Chiarito questo, non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi.
Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale. Tuttavia, nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri.
Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento.
Cari saluti.
Daniela
