Pagani, in provincia di Salerno,si veste a festa: La Madonna delle Galline tra Fede, Ritmo e Identità.
A Pagani, l’aria di aprile profuma di storia, di primavera e, soprattutto, di un’attesa che sa di sacro.
La festa della Madonna delle Galline non è una semplice ricorrenza religiosa; è un topos universale, un momento in cui la ricerca dell’uomo verso il divino si fonde con la terra, il ritmo dei tamburi e l’identità di un intero popolo.
Per l’edizione 2026, la città si prepara a vivere un programma denso di significato, intitolato significativamente “Stella del Mattino”.
Il successo di un evento di tale portata antropologica nasce da una visione condivisa. Il sindaco Lello De Prisco e l’assessore alla cultura Valentina Oliva e tutta l’amministrazione hanno lavorato per strutturare un cartellone che onori la tradizione pur aprendosi a linguaggi internazionali.
“La partecipazione popolare è il vero cuore pulsante di questa festa,” sembra essere il filo conduttore dell’amministrazione, che vede nella collaborazione tra il Comune di Pagani, i commercianti e le associazioni locali il motore di un evento che attira migliaia di fedeli e studiosi da ogni parte d’Italia.
Il cuore pulsante della manifestazione è il Ritmo Festival – Festival Internazionale del Ritmo, che trasforma le piazze in palcoscenici di cultura popolare.
Domenica 12 Aprile: L’attesa culmina a mezzanotte con “Battendo la Diana” in Piazza Auditorium, un concerto di veglia con Vincenzo Romano e l’Orchestra Uhanema per accogliere l’alba della festa.
Lunedì 13 Aprile: Una giornata dedicata alla formazione e ai grandi palchi. Dai workshop sui canti di lavoro con Biagio De Prisco, alla tarantella di Sonia Totaro, fino al gran concerto finale de “Il Canzoniere Grecanico Salentino” in Piazza Corpo di Cristo.
Martedì 14 Aprile: La chiusura è affidata ai ritmi travolgenti della Dance Tarantella in Piazza Sant’Alfonso.
Oltre alla musica, la festa vive nei Tosellialtari devozionali allestiti nei cortili e nelle mostre fotografiche come “IN LUMINE – I volti della Festa”, che documentano l’intensità emotiva di questa devozione.
Perché la Madonna delle Galline è un caso di studio unico? La leggenda narra di alcune galline che, razzolando, riportarono alla luce una tavola lignea raffigurante la Vergine. Da allora, il legame tra il mondo rurale e il divino è indissolubile.
La Processione è un evento catartico. La statua della Vergine attraversa le strade cittadine ricevendo in dono volatili e dolci tipici, mentre il suono delle tammorre crea un tappeto sonoro che sembra connettere il presente con antichi riti agrari di rigenerazione.
La Deposizione delle Tammorre: Un momento di altissimo valore simbolico avviene il lunedì mattina, quando i suonatori depongono i loro strumenti ai piedi della Madonna, in un gesto di profonda umiltà e ringraziamento.
La festa di Pagani rappresenta quella ricerca incessante dell’uomo verso il Trascendente.
La comunità paganese si ferma per ritrovarsi intorno a un simbolo di protezione e speranza. Non è solo folklore, ma una testimonianza viva di come la cultura popolare possa essere il ponte più solido tra la storia di ieri e le sfide di domani.
Come recita il film che chiuderà le celebrazioni il 21 aprile: “Pagani ‘A festa ca nun more”. Una festa che non muore, perché vive nel sangue e nel ritmo di chi la abita.
Informazioni Utili:
Date principali:10-14 Aprile 2026
Luoghi: Santuario della Madonna del Carmelo, Piazza Sant’Alfonso, Piazza Auditorium.
Sito ufficiale per workshop:www.tamburipagus.it














