Ci sono giornate che si caratterizzano di eventi ed emozioni più di una vita intera.
Sono così inaspettate e intense tanto da essere foriere di inevitabili evoluzioni e cambiamenti. Ed è proprio in una giornata di questo tipo che si svolge l’intera storia narrata nel romanzo Il fiore e la pietra dello scrittore Giuliano Dall’O’, Narrazioni Clandestine del gruppo editoriale Santelli.
Questo romanzo breve si caratterizza per la sua scrittura profonda, densa di emozioni che lasciano emergere le innumerevoli sfaccettature dell’essere e dei suoi personaggi. Dall’O’ li ha ben caratterizzati con tutti i loro pregi, difetti, crepe, fragilità. Sono esseri umani delineati con autenticità, con le loro sensazioni e densi di vita, stati d’animo e un bagaglio di vita per nulla scontato.
Una vita trapiantata in Cina
Andrea meglio noto come Anda, originario italiano, un amante dell’arte e della cultura cinese, si trasferisce nella cittadina di Xi’an, antica capitale imperiale della Cina per seguire Yue, la sua compagna che per accettare un incarico da ricercatrice decide di tornare nella sua patria. Andrea condivide con lei la sua quotidianità scandita da rituali, gesti che si ripetono con costanza, abitudini che conferiscono conforto e serenità.
In Cina la vita di Anda è diventata all’insegna dell’essenziale e di una lentezza grazie alla quale ha imparato ad apprezzare le cose semplici della vita. Grazie a questo nuovo modo di vivere è riuscito a voltare le spalle ad un dolore legato all’allontanamento di una persona importante della sua vita, Meilan. Ma un giorno questa donna gli farà visita nella sua bottega esibendogli una verità che per lungo tempo era rimasta taciuta.
Una rivelazione inaspettata
Questa rivelazione così inaspettata calerà Andrea in una fase di trasformazione perché nulla sarà come prima. Andrea dovrà fare i conti con tanti dubbi e un senso di inadeguatezza legato al passato e a tutte le questioni irrisolte che lo calano in uno stato di sospensione dal quale dovrà imparare a riemergere. Il fiore e la pietra è un romanzo che parla di rinnovamento ed evoluzione.
Attraverso la storia di Andrea, Dall’O’ ci invita ad accogliere le verità, anche quelle che irrompono nella nostra esistenza senza permesso come delle occasioni per evolvere e per vivere all’insegna dell’autenticità. Grazie all’esperienza vissuta da Andrea, in quella che si rivela una giornata memorabile, il lettore apprende che non si può scappare dalle situazioni irrisolte che il passato porta con sé perché esse ritornano a farci visita sotto nuova forma perché non possono assolutamente raggirate. Chiedono solo di essere accettate, affrontate perché solo così sarà possibile abbracciare la tanto attesa serenità.
Il potere di certe verità
Le verità sono foriere di cambiamento e richiedono tanto coraggio e forza per allontanarsi dalla comfort zone che a volte è solo sinonimo di sopravvivenza. Spetta a noi decidere. Quella vissuta dal protagonista di questa storia travolgente e densa di emozione è una di quelle fasi di trasformazione in cui la vita si rivela per quello che è, in piena autenticità alleandosi ad un cambiamento che spetta a noi cogliere, accettare e soprattutto accogliere senza ritrosia lasciandoci andare a tutto ciò che ci riserva e che merita di essere sperimentato senza paura e limiti.
Le nostre scelte si ripercuotono inevitabilmente sulle esistenze altrui influenzandole e coinvolgendole. Questo avviene perché le nostre esistenze contemplano relazioni che sono emblematiche. E quando credevamo che tutto fosse finito, davanti all’orizzonte si staglia un’alba che segnala un nuovo inizio. Grazie a questo libro comprendiamo infatti che “fine” ed “inizio” sono circolari e connessi tra loro.
Il fiore e la pietra ci fa fare il pieno di positività e ci connette con la parte più introspettiva che è dentro la nostra anima e che scalpita per essere espressa. Una storia breve che però lascia nel lettore una scia memorabile di riflessioni e di energie positive. Consigliato a chi ama le storie che parlano di evoluzione e cambiamento, che travolgono il lettore di energie positive e a chi adora le ambientazioni in Oriente. In essa l’autore consente al lettore di calarsi nelle sue atmosfere suggestive che stimolano l’introspezione e il culto della lentezza come un modo di vivere che permette di cogliere al meglio l’essenziale della vita e di ciò che è davvero meritevole di attenzione nella quotidianità.
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