L’Europa traccia una rotta indipendente nello Stretto di Hormuz

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La frattura transatlantica si consuma oggi su uno dei palcoscenici più caldi del commercio globale.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, un asse guidato da Regno Unito e Francia sta definendo i dettagli di una missione navale congiunta per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, escludendo deliberatamente il coinvolgimento degli Stati Uniti.

L’iniziativa punta a stabilire una presenza militare europea costante per proteggere le petroliere in transito, una risposta diretta alle crescenti instabilità nell’area che minacciano le catene di approvvigionamento energetico del Vecchio Continente.

La mossa di Londra e Parigi segna un punto di svolta nelle dinamiche della NATO e della cooperazione internazionale. I punti chiave del piano includono:

Una flotta composta da fregate e sistemi di sorveglianza aerea gestiti esclusivamente da nazioni UE (e il Regno Unito post-Brexit).

L’obiettivo dichiarato è proteggere il commercio senza adottare la postura di “massima pressione” storicamente associata alle operazioni a guida statunitense.

Una struttura di comando situata in territorio europeo, bypassando la necessità di coordinamento con il Pentagono.

Non si è fatta attendere la risposta del Presidente Donald Trump, che ha espresso il proprio disappunto tramite i canali ufficiali.

Definendo l’iniziativa “molto triste”, il Presidente ha sottolineato come questo tentativo di autonomia possa indebolire il fronte unito dell’Occidente.

“È molto triste vedere partner storici cercare di agire da soli in una regione dove gli Stati Uniti hanno garantito la sicurezza per decenni a costi immensi,” ha commentato la Casa Bianca, suggerendo che tale frammentazione possa essere percepita come un segnale di debolezza dai competitor regionali.

Lo Stretto di Hormuz rimane l’arteria vitale del petrolio mondiale. La possibilità che l’Europa gestisca autonomamente la sicurezza di questo passaggio solleva interrogativi su:

Un’efficace protezione europea potrebbe stabilizzare i premi assicurativi per le navi cargo.

Una missione puramente europea potrebbe aprire canali di dialogo diversi rispetto a quelli statunitensi.



Il successo di questa iniziativa certificherebbe la nascita di una reale “Difesa Europea” capace di proiettare forza lontano dai propri confini. Finalmente.


Mentre le navi iniziano a posizionarsi, il mondo osserva se questa “terza via” navale riuscirà a calmare le acque o se finirà per isolare ulteriormente le due sponde dell’Atlantico.