Notte prima degli esami 2026: il valzer, i sogni e l’ultimo tocco del Don Carlo La Mura

C’è un momento preciso, nella vita di ogni studente, in cui il tempo sembra fermarsi, soprattutto la notte prima degli esami.

Non è più il passato dei cinque anni trascorsi tra i banchi, e non è ancora il futuro universitario o lavorativo che bussa alla porta, ma è il tempo di prepararsi per gli esami.



È il limbo della Maturità, un rito di passaggio che, anche nel 2026, pur rinnovandosi nelle sue formule ministeriali e strutturali, non perde un briciolo della sua millenaria carica emotiva, in particolare la notte prima degli esami.


La “nuova” Maturità punta sempre più a valutare l’autenticità del percorso, la capacità di connettere i saperi e di raccontare chi si è diventati. Ma al di là delle riforme, delle tracce e dei commissari, l’esame di Stato resta soprattutto un fatto di cuore.

A ricordarci la bellezza purissima di questo momento è stata la preside Rossella Tedesco e il corpo docente tutto del liceo Don Carlo La Mura di Angri, che ha salutato i suoi maturandi del 2026 con una serata che resterà impressa nella memoria della comunità. Non una semplice cerimonia di commiato, ma un vero e proprio spartiacque emotivo.

L’atrio della scuola si è trasformato in un palcoscenico di vita. I ragazzi hanno aperto le danze con le note classiche e senza tempo di un valzer, un’immagine elegante che sa di crescita e di rispetto per il percorso compiuto.

Poi, il ritmo è cambiato improvvisamente, esplodendo nell’energia travolgente di Don’t Stop Me Now dei Queen. Un inno perfetto per una generazione che non vuole fermarsi, che ha fame di futuro e che urla al mondo la propria voglia di spaccare il secondo.

Il culmine della commozione è arrivato con il lancio del tocco: un volo collettivo verso il cielo, quasi a voler toccare quei sogni che fino a ieri sembravano lontani.

Subito dopo quel lancio, l’atmosfera si è fatta intima e commovente. Abbracciati, cerchio dentro cerchio, i ragazzi hanno cantato all’unisono l’inno eterno di questo momento: Notte prima degli esami di Antonello Venditti.

Nelle ore e nei giorni che precedono l’esame, la commozione è palpabile, si respira nell’aria di Angri. È in questi momenti che le parole di Venditti risuonano come una promessa: se è amore, non si perderà. Non svaniranno i ricordi di questi anni, non svaniranno le risate nei corridoi, le ansie condivise prima di un compito in classe, i caffè presi di nascosto.

Quei ricordi non sono solo nostalgia: sono lo scudo per la vita. Diventano la corazza per proteggere chi sei davvero, custoditi da quegli amici che ti conoscono profondamente, senza filtri e senza maschere.

La Maturità fa paura perché è un salto nel buio, ma la verità è che i progetti e i sogni coltivati tra le mura del liceo si avverano se sostenuti da quella stessa passione che ieri sera ha fatto piangere e cantare i ragazzi del Don Carlo La Mura.

In bocca al lupo ai maturandi 2026. Portate con voi il ritmo del valzer, la carica dei Queen e la certezza che quella notte prima degli esami, in fondo, passa, ma lascerà spazio ad un’ alba bellissima.