22 Maggio 2022

Il turismo a Londra dopo “la Brexit”

Mai come negli ultimi due anni è diventato così difficile viaggiare, vuoi per l’emergenza sanitaria Sars-Covid19 in cui ci troviamo da un anno e più, vuoi per i cambiamenti istituzionali importanti nel caso del Regno Unito.

È infatti dal 31 gennaio 2020 che la Gran Bretagna è uscita ufficialmente dal “circolo” Unione Europea, dopo che già il 29 marzo 2017, in seguito al referendum del 23 giugno 2016, aveva presentato notifica della tanto agognata “Brexit” e ormai attuata.

Parlando dunque di viaggi verso l’UK, dal 2 ottobre 2021 non è più concesso ai turisti italiani o comunque europei poter visitare il Regno Unito muniti di carta d’identità, ma è diventato necessario il passaporto biometrico, ossia un comune passaporto provvisto di un microprocessore che autentica l’identità del viaggiatore.

Oltre a ciò, dal mese di ottobre 2021, è necessario essere in possesso di un visto.

Il passaporto biometrico ha inoltre validità di sei mesi per chi intendesse risiedere a lungo nel Paese del Tamigi.

Per quanto riguarda il roaming sul telefono, il Regno Unito post “Brexit” ha dovuto smettere di adottare le regole UE sul roaming internazionale.

Difatti, le nuove direttive sul roaming in UK non sono ancora state stabilite in modo chiaro.

Nonostante il processo Brexit abbia colpito nettamente tutti i settori, compreso quello del turismo che ha visto quasi due milioni di persone lasciare la Gran Bretagna in breve tempo tra il 2019 ed il 2020, oggi comunque l’UK resta un Paese ricco di novità e d’incantevoli paesaggi nordici in grado di attirare visitatori di ogni tipo, che siano lì per vacanza, per studio o per lavoro.