Auto elettriche.
Mai come in questo periodo, sentiamo parlare sempre di più delle auto elettriche. Soprattutto dopo i recentissimi rincari a dir poco esagerati per quanto riguarda il gas metano.
Da un 40 fino ad alcuni casi a dir poco “usurai”, a un 100% in più rispetto a prima.
Proprio in famiglia, ho potuto constatare ciò. La bolletta del gas ha subito una maggiorazione del 28% mentre il metano al rifornimento ancora peggio.
Mi diceva mio fratello che con 16 € faceva un pieno fino a 1 mese fa. Oggi invece, con la solita cifra, riesce a malapena a riempire metà serbatoio.(+50%) Leggevo proprio oggi addirittura, che in alcuni posti si è arrivati fino a un 100% di maggiornazione, semplicemente assurdo!
Ma oggi non sono qui per parlare di ciò. Ci tenevo a fare questa precisazione, al fine di entrare nel “magico” mondo delle auto elettriche!
Conviene non conviene? E’ una fregatura oppure no? Che macchina mi prendo? Ma come si fa una ricarica? Da casa oppure no?
Ecco queste sono solo alcune delle domande, d’altronde lecite, che la maggior parte delle persone si pone.
Ma come per tutti gli argomenti, sicuramente tra qualche mio lettore, vi è qualcuno che non conosce bene le dinamiche e gli aspetti legati al mondo dell’elettrico.
Ed è per questo motivo, che andiamo assieme a delineare una panoramica globale del tema di riferimento. Allora, per dare un indicazione temporale, ci tengo a dire che le macchine elettriche esistono da una vita.
Proprio qualche giorno fa, si festeggiavano i 150 anni dall’invenzione della prima macchina elettrica.
Il vero boom delle auto elettriche che vediamo oggi invece, è figlio dei modelli ibridi e/o elettrici creati qualche anno fa. In italia è scoppiato il fenomeno in maniera quasi esponenziale dal 2017 in poi.
Via via negli anni è raddoppiato se non triplicato il numero di nuovi “consumer” attivi, i quali un pò per moda, un po per prestazioni, sono stati completamente rapiti da questo nuovo “format” di auto. La crescita e l’espansione di mercato è stata così rapida e progressiva, tanto da chiudere il 2020, con un bilancio di +40% rispetto alla chiusura del 2019 con 3 milioni di nuovi veicoli in più.
Tutto questo è subito continuato nel 2021, tanto da segnalare, che solo nei primi 6 mesi del 2021, sono state vendute più di 31 mila unità(immatricolazioni), rispetto alle 30 mila del 2020.
Avete capito? In meno di un semestre, è stato superato il numero di registrazioni dell’anno precedente. Per chi ama i numeri come me, tutto questo si tramuta in un + 50% rispetto al 2020, + 90% rispetto al 2019. Allucinante.
Una domanda che mi sono fatto a cui non mi sono ancora dato una risposta esatta che voglio condividere con voi è;
“Ma dove vuole arrivare il mercato dell’elettrico? E soprattutto, siamo sicuri d’esser pronti a questo cambiamento? Non siamo sempre stati ostili noi italiani alla novità?
Domanda molto interessante, dalla quale possiamo estarre vari ragionamenti.
Allora se dovessero rispondere gli esperti del settore, sicuramente non ci sarebbe alcun dubbio. Difatti, secondo varie ricerche e studi a livello mondiale, si stima che entro il 2030 si saranno vendute + di 30 milioni di auto elettriche. Entro il 2040, massimo 2050 per i più pessimisti, tutto il mercato automobilistico sarà sotto un’unica bandiera: quella elettrica.
Se dovessimo rispondere noi italiani invece, a occhio e croce, direi che siamo leggermente distaccati da quelle previsioni.
Nonostante i numeri inequivocabili sopramostrati in merito allo sviluppo dell’elettrico, in italia vi è qualche dubbio ancora diciamo cosi’. Questa non è una mia supposizione, bensi’ ciò che è emerso dall’edizione 2021 di Osservatorio Continental sulla Mobilità e sulla sicurezza.
A Milano, per il terzo anno di fila, è stato organizzata questo Summit istituzionale, con la finalità di condividere attraverso un rapporto, i rendimenti annuali derivanti del mercato della mobilità e della sicurezza.
Visto il tanto folgore mediatico e pratico, quest’anno chiaramente, il focus centrale dell’incontro è stato proprio il mercato delle auto elettriche e la loro mobilità territoriale.
Ciò che è emerso dall’analisi Continental, (sviluppata su un sondaggio d’opinione realizzato dalle società di indagine EuroMedia Research e Kearney su un campione di 3.000 italiani di età compresa fra 18 e 72 anni, e suddivisi in quattro grandi gruppi per differenza di età), è risultato che l’italia in sè si dimostra interessata, affascinata e propensa ad acquistare un veicolo di tipo elettrico. Tuttavia però, 8 su 10 a oggi, non riescono a definirsi pronto al fine di intraprendere questo processo di passaggio verso l’ecologico.
Difatti apparte Toscana, Lazio e Trentino alto adige, nelle altre regioni, le vendite sono meno di 1/3 rispetto alle 3 prima citate.
E quindi l’altra domanda viene spontanea a questo punto… Quali possono essere le ragioni che limitano e frenano gli italiani verso l’acquisto di nuovi tipi di macchina? E tutta colpa della coltura “bigotta e arretrata” che accomuna noi italiani? Oppure vi sono delle ragioni valide dietro questi titubamenti?
Diciamo che stranamente, questa volta ci possono essere delle ragioni valide per tentennare.
Ma andiamo nello specifico; Direi che per delinerare un resoconto dettagliato, direi di segmentare l’analisi nelle 4 MACROAREE che formano l’ecosistema.
Consumi: Questo senz’ombra di dubbio, un punto a favore per l’elettrico rispetto ai suoi competitor di mercato. Difatti, con 2-3 € con l’elettrico, si riescono a percorrere circa 100 km. In definitiva quindi, spendi circa 1/4 di quanto consumeresti con un serbatoio diesel/benzina.
Autonomia: Entriamo nei primi punti deboli dell’elettrico, in quanto un’auto elettrica a oggi, è in grado di avere un’autonomia media che si aggira intorno ai 100-120 km, rispetto ai + 1000 delle macchine a benzina/diesel. Parliamo circa di 1/10 rispetto ai competitor. Sopratutto per coloro che per lavoro o qualsivoglia altro motivo, si trovano costretti a guidare tante ore durante il giorno, questa rappresenta una discriminante non indifferente.
Rifornimento: Altro aspetto molto delicato. Ad oggi infatti, rispetto alla crescita impressionante dal punto di vista di vendite, i rifornimenti per le auto elettriche lasciano ancora purtroppo tanto a desiderare. Difatti, a oggi le auto alla spina, rappresentano ancora lo 0,2% del del parco circolante, nonostante i grandi investimenti di ampliamento effettuati nel corso di questi anni. La situazione attuale di rifornimento quindi, è ancora distante dalla situazione ideale di confort per il cliente. E sono certo (parere personale, prendetelo con le pinze), che quando i rifornimenti saranno più presenti sul territorio, ben distribuiti e accessoriati, il mercato elettrico farà un ulteriore impennata verso l’alto, rassicurando e conquistando allo stesso tempo, i dubbi attuali della maggior parte dei consumer automobilistici italiani.
Costo: Eccoci arrivati all’ultimo ostacolo, nemico dell’elettrico, ovvero il costo d’acquisto. Seppur è vero che i consumi quotidiani sono minori, è altrettanto vero, che acquistare un’auto elettrica costa di più. Per darvi una stima media, a parità di veicolo, funzioni e prestazione, un’automobile elettrica, costa dai 10 ai 20 mila € in più. Questo ci fa bene capire, che per ammortizzare e rientrare dell’investimento fatto, dobbiamo utlizzare frequentemente la macchina. Quindi se stai leggendo questo articolo, e usi saltuariamente il tuo autoveicolo, sai già da te che non è un buon affare.
Analizzando oggettivamente i dati raccolti, ad oggi sono più i contro che i pro in merito all’acquisto o meno di un’auto elettrica.
Per una di queste o tutte le ragioni sopra indicate, la maggior parte degli italiani è ancora in posizione di “vigile attesa”. Vorrei fare però insieme a voi, ancora un’ultima considerazione.
Visto i grandi numeri e le previsioni ottimiste, come si può sensibilizzare e convincere il pubblico riguardo i vantaggi dell’elettrico? Ma soprattutto… In tutto questo lo stato italiano e l’Unione Europea, come si stanno comportando?
Secondo Alessandro de Martino, Amministratore delegato di Continental Italia, un passo in avanti significativo può arrivare tramite l’esperienza, al fine di favorire l’avvento dell’auto elettrica.
Continua così il suo intervento nella riunione:
“L’Osservatorio 2021 ci racconta una società propensa e incuriosita dalla svolta elettrica ma che non sembra ancora pronta ad affidarsi completamente a questa nuova frontiera. Emerge un problema reale di preparazione del consumatore dovuto alla poca chiarezza comunicativa che non abbatte i pregiudizi del pubblico. I dati emersi ci raccontano come i più favorevoli alla transizione siano i giovani, mentre le generazioni più adulte, che però hanno il maggiore potere d’acquisto, siano le più ostili al cambiamento. Occorre educare. Quando si parla di auto elettrica, è indispensabile vivere l’esperienza al volante. Ad oggi solo un italiano su otto ha provato a guidare una BEV a fronte di diversi segmenti di mercato potenziali quali ad esempio coloro che vivono in provincia, in una casa autonoma con spazio per una colonnina e percorrono meno di 150 chilometri al giorno, pari circa al 71% degli intervistati. In questo processo di transizione se le Case automobilistiche, i noleggiatori, le reti concessionarie e i fornitori di energia elettrica lavoreranno in sinergia per fornire ad esempio canoni anziché listini, comprensivi di Wallbox a condizioni interessanti e comprensivi di auto tradizionali per i viaggi lunghi o per il weekend, si potrebbero fare dei grandi passi in avanti verso gli obiettivi prefissati dall’Europa”.
Le due tematiche principali che emergono da queste dichiarazioni sono il consumer finale e l’erogatore del prodotto.
Se da una parte infatti dobbiamo educare il cliente alle nuove auto del futuro, dall’altra le case automobilistiche e le reti concessionarie, devono svolgere un lavoro importante, soprattutto in questi primissimi anni, al fine di sensibilizzare l’intero territorio italiano.
Difatti a oggi, una carenza strutturali, che rallenta inevitabilmente il processo di vendita dell’auto elettrica, è la scarsa esperienza delle reti di vendita delle concessionarie di veicoli elettrici.
Non a caso, l’Italia, è l’ultimo paese Europeo per numero di auto elettriche vendute.
Lo stesso Alessandro di Martino, oltre all’esperienza e alle competenze, durante l’intervista, anticipa la parola chiave che per molti paesi, può rappresentare davvero la svolta definitiva.
Mi sto riferendo agli incentivi. Semplice no? La soluzione è questa.
“La propensione all’acquisto dei consumatori risulta dunque essere bloccata da ragioni economiche, infrastrutturali e di prodotto che, al momento, sembrano essere barriere difficili da superare”.
Capite di cosa sto parlando? Gli incentivi solo lo strumento che possono permettere al consumatore di superare tutte le difficoltà oggettive che si contrappongono all’acquisto dell’autovettura elettrica desiderata.
Qui di seguito continuiamo a vedere alcune esternazione degli addetti al lavoro in merito ai possibili incentivi:
“Da qui al 2030 serve un deciso supporto normativo a favore della mobilità sostenibile, che può abilitare un giro d’affari pari almeno a 200 miliardi di euro, includendo l’acquisto dei veicoli e lo sviluppo dell’infrastruttura di ricarica, con potenziali benefici per tutta la filiera, ha commentato Simone Franzò, direttore dell’Osservatorio Smart Mobility.
Sono certamente una buona notizia i 38 miliardi stanziati dal Pnrr (circa il 20% dei fondi disponibili) per promuovere iniziative come la diffusione delle infrastrutture di ricarica, o del biometano e dell’idrogeno nei trasporti, ma Francia, Germania e Spagna, ad esempio, hanno deciso di supportare maggiormente l’acquisto di veicoli elettrici, il cui elevato costo iniziale rispetto alle auto tradizionali rimane in Italia il principale scoglio da superare.”
IL CASO NORVEGIA
Sembra il titolo di un film dell’orrore… In realtà quello che vi sto condividere è esattamente un percorso vincente attutato dalla Norvegia qualche anno fa ormai, che tutti i paesi dovrebbero adottare.
Ma di costa sto parlando?
Voglio partire col dirvi che già nel marzo 2016, i norvegesi hanno acquistato più auto elettriche rispetto a quelle tradizionali. Sempre nel marzo del 2016, delle 13 mila auto vendute, più del 60% era suddiviso tra ibride, elettrico e plug-in.
Perchè la Norvegia è campionessa di auto elettriche?
Viene da chiedersi chiedersi cos’abbia fatto la Norvegia rispetto alle altre nazioni avanzate, visto che nel Paese il boom di auto elettriche e ibride non ha pari – in percentuale – nelle altre parti del mondo. La risposta è in una parola: incentivi. I norvegesi pagano tasse tra le più alte del mondo, ma ricevono enormi vantaggi per l’acquisto di auto elettriche. Esse sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) così come dalle tasse di acquisto, che in media in Norvegia fanno lievitare il costo del veicolo del 50%. Inoltre, non pagano il pedaggio stradale, le spese di utilizzo dei tunnel e le spese di trasporto in traghetto.
Non basta: possono parcheggiare gratuitamente, effettuare liberamente la ricarica nei punti disseminati per le città e utilizzare le corsie degli autobus.
Gli incentivi per l’auto elettrica in Norvegia hanno avuto talmente tanto successo che i regolatori hanno stabilito che è necessario ridurne una parte. I proprietari di auto elettriche dovranno pagare metà della tassa di circolazione a partire dal 2018 e il 100% dal 2020. Le esenzioni dall’IVA verranno sostituite da una sovvenzione l’anno prossimo, che probabilmente sarà revocata nel corso del tempo. Alle autorità locali è affidata la scelta tra offrire il parcheggio gratuito, l’esenzione dal pedaggio e l’utilizzo delle corsie preferenziali ( FONTE rinnovabili.it).
Al netto di quanto sopra descritto, i tre fattori che determineranno davvero l’ascesa definitiva dell’elettrico nelle nostre abitazioni sono racchiuse tra esperienza, competenze e incentivi.