22 Maggio 2022

Alla ricerca della destra giusta

Destano curiosità le dichiarazioni che Filippo Rossi, leader del partito Buona Destra, ha rilasciato all’agenzia DIRE. Fissano una boa nel mare aperto della politica italiana e indicano un porto buono per ogni attracco (ma non è il caso ovviamente dei clandestini che muoiono in mare).

Svagate rimembranze

Dopo Tangentopoli sorsero cespugli in sostituzione di simboli sbiaditi dalle ventate giudiziarie e dal bisogno di svecchiare. Poi è stato il tempo delle agglomerazioni (tutti insieme a ogni costo), delle “libertà” affollate nelle fisiognomiche testuali. Ma da cosa i partiti italiani dovessero liberarci o volessero liberarsi, è rimasto un mistero mai svelato. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, certe proprietà confermano effetti universali. I sintomi del malcontento popolare davanti ai problemi irrisolti, all’indebolimento del sistema pubblico hanno portato poi espressioni di ideologismo fittizio e buonista e formule ottenebrate di lotta alla casta. Gli altri fanno schifo, con noi non potrà andare peggio. Siamo di sinistra, siamo di destra (che poi è diventata pressoché la stessa cosa). La lotta alla casta è stata sepolta presto dai propositi del bene nazionale, molto particolare e poco diffuso. Qui coltivazioni di indifferenza hanno rubato il terreno al dissenso. Movimenti fugaci, dalla discreta immagine e dal blando contenuto, hanno aiutato a spostare qualche voto al momento opportuno. Poi finalmente il nulla.

Torniamo a Filippo Rossi

Imprenditore e giornalista professionista, si è occupato di comunicazione anche a livello istituzionale come portavoce del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia (2001), poi presso il Ministero delle Attività produttive con Claudio Scajola. Questo per dire che il presidente e fondatore di Buona Destra un po’ si intende di comunicazione, e alla luce di questa premessa rileggiamo alcuni virgolettati stralciati dalle sue dichiarazioni all’agenzia DIRE. Le sue parole sono talmente chiare che potrebbero anticipare ogni considerazione.

“L’incontro Meloni-Letta? Capisco Letta, per lui Giorgia Meloni è la migliore destra possibile, quella che fa vincere sempre e comunque la sinistra democratica”

“Letta farà di tutto per stabilizzare il potere della Meloni nel centrodestra – pronostica Rossi – in realtà quel patto è comunicazionale e non politico. Il ‘volemose bene’ giornalistico significa che Meloni è la destra funzionale per far vincere la sinistra in Italia, o comunque per mettere il PD al centro del sistema politico”.

E poi:

Renzi e Calenda possibili compagni di viaggio? “Loro non vogliono stare con noi, legittimamente lavorano nel centro democratico riformista anche se credo sia un posto politicamente troppo affollato”

Nel gioco dei riposizionamenti Filippo Rossi sembrerebbe scartare, o forse rinunciare suo malgrado all’ipotesi Meloni. Il peso e le scelte strategiche di FDI evidentemente lasciano poco o nessuno spazio all’ennesima nuova formazione sens(n)azionalista. Alla ricerca dell’equilibrio possibile Buona Destra guarda con interesse a Renzi e Calenda, utili sponde sia per chi spinge a destra che per chi guarda a sinistra. Renzi e Calenda sembrano troppo furbi per accettare oggi un eventuale invito a costruire una formula dallo scarso complessivo 3%. Ma nell’epoca dei governi di interesse nazionale tutto è possibile e nulla può essere escluso.