27 Settembre 2022

Elezioni presidenziali francesi, i 12 candidati per l’Eliseo

Domenica si vota per il primo turo delle elezioni presidenziali francesi. A partecipare saranno 12 candidati

Per il 24 aprile è in programma il ballottaggio, al quale parteciperanno i due candidati che avranno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno 

I candidati

Emmanuel Macron, 44 anni, presidente uscente, fondatore de “La Republique en Marche”, partito centrista liberalista ed europeista. Il suo programma prevede l’innalzamento progressivo dell’età pensionabile a 65 anni e l’aumento dell’assegno minimo pensionistico a 1100 euro mensili. Vuole continuare la riforma dell’assicurazione contro la disoccupazione e aumentare le spese per la difesa a 50 miliardi di euro l’anno.

Marine Le Pen, 53 anni, leader del “Rassemblement National”, partito nazionalista, sovranista e populista. Il suo programma prevede di assicurare l’autonomia energetica, alimentare, sanitaria della Francia ed escludere l’agricoltura dai trattati di libero scambio. Propone di ridurre l’Iva su carburante, elettricità e gas dal 20% al 5,5% per contrastare il caro energia. Vuole rinazionalizzare le autostrade, esonerare dal pagamento delle tasse i redditi delle persone sotto i 30 anni. E preservare le persone francesi dalle migrazioni.

Jean-Luc Melenchon, 70 anni, leader di “La France Insoumise”, partito di sinistra radicale. Il suo programma prevede l’uscita dal liberalismo economico per fondare una società fondata sul mutuo soccorso, dove prevale l’armonia tra gli esseri umani e la natura. Vuole riformare la costituzione francese, con la convocazione di un’assemblea costituente per creare la sesta repubblica, parlamentare e partecipativa. Favorevole allo sviluppo dei servizi pubblici e all’aumento delle tasse sui ricchi.

Eric Zemmour, 63 anni, candidato e fondatore del partito “Reconquet”. Ha espresso posizioni anti-islam, per le quali ha ricevuto una condanna penale. Il suo programma è basato sulla difesa dell’identità francese e l’azzeramento dell’immigrazione. Vuole creare il ministero della reimmigrazione per rimpatriare stranieri clandestini, delinquenti, criminali, e pericolosi per la sicurezza nazionale. Propone di indire un referendum per impedire la registrazione all’anagrafe dei minori stranieri.

Valerie Pecresse, 54 anni, candidata del partito “Les Repubblicains”. Il suo programma prevede una serie di misure per riassestare il bilancio: tagli alla spesa pubblica per 84 miliardi, aumentare l’età pensionale a 65 anni e sopprimere di 200.000 posti di lavoro nella pubblica amministrazione. Vuole abolire il tetto di 35 ore settimanali, alzare i salari del 10% in 5 anni, raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. Ha un programma per il contrasto alla criminalità che prevede la riapertura del carcere a chi ha ricevuto una condanna a meno di un anno.

Yannick Yadot, 54 anni, candidato del partito dei verdi. Vuole nazionalizzare la Edf, la principale azienda produttrice di energia, abbandonare progressivamente il nucleare, investire 10 miliardi l’anno per il rinnovamento termico degli edifici, limitare l’utilizzo dei voli, legalizzare la cannabis.

Fabien Roussel, 52 anni, candidato del partito comunista francese. Propone la settimana lavorativa a 32 ore, il pensionamento a 60 anni, l’aumento del salario minimo, la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore pubblico.

Jean Lassalle, 66 anni, leader del partito “Resiston”, si definisce difensore della Francia autentica e rurale. Vuole mantenere i servizi pubblici di prossimità, incoraggiare le iniziative locali, ricostruire uno stato forte del motto repubblicano: ”libertà, uguaglianza, fraternità”.

Nicolas Dupont-Aignan, 60 anni, fondatore di “Debout la France”, partito della destra repubblicana. Contrario allo stato d’emergenza e al green pass. Propone l’adozione del referendum per la modifica della costituzione, l’indipendenza nazionale e l’integrità territoriale, e a quello di iniziativa popolare per un progetto di legge con 500.000 firme..

Anne Hidalgo, 62 anni, candidata del partito socialista. Propone l’aumento del salario minimo del 15%, creare un indennità di disoccupazione accessibile anche ai giovani, allungare il congedo parentale per i padri a 16 settimane e creare un ministero per i diritti delle donne. Vuole utilizzare il nucleare fino al 2050 per garantire la transizione energetica e abbassare l’imposta sul valore aggiunto per gas ed elettricità.

Philippe Poutou, 55 anni, del nuovo partito anticapitalista. Propone di alzare il reddito minimo a 1800 euro al mese, ridurre l’orario di lavoro a 32 ore settimanali divise in quattro giorni lavorativi e l’istituzione di un reddito di autonomia per i giovani.

Nathalie Arthaud, 52 anni, candidata del partito comunista “Loutte Ouvriere”. Propone un aumento salariale di 300 euro, la proibizione dei licenziamenti, la libera circolazione di tutti i migranti, l’organizzazione di una politica ambientale su scala planetaria.

Jean Lassalle, 66 anni, leader del partito “Resiston”, si definisce difensore della Francia autentica e rurale. Il suo programma prevede il mantenimento dei servizi pubblici di prossimità, l’incoraggiamento delle iniziative locali, la ricostruzione di uno stato forte del motto repubblicano :”libertà, uguaglianza, fraternità”.